L'amore che si uccide

Relazioni di coppia: esperienze, storie, delusioni, consigli

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the.nuance
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Re: L'amore che si uccide

Messaggio da the.nuance » 20/07/2010, 3:30

kim90 ha scritto:[...]



Non dico che noi uomini perdiamo il controllo ogni qualvolta non riusciamo a tenere testa ad una donna, altrimenti saremmo da reputarci tutti matti. Semplicemente intendo che l'uomo di oggi spesso non è in grado di accettare con saggezza la rottura di un rapporto, per esattezza più che rottura direi abbandono, per cui può accadere che l’aggressività (innata dell’uomo) entra in scena come unico mezzo di difesa di fronte a un fallimento. E mi sembra davvero triste.
Consideriamo che nel passato dominava una cultura che vedeva la donna sempre sottomessa e poco risoluta ( mi pare tu lo abbia sottolineato) non per niente era quasi sempre l’uomo, a suo insindacabile giudizio, a governare il rapporto nonché a decidere sul futuro della propria relazione. Cosa ovviamente non bella.

Oggi l’inversione di tendenza vede invece la donna decisa ed autonoma, diretta, le più ardue scelte a lei non fanno paura, e quando la donna è lei a dire No con fermezza l’uomo entra in piena crisi, il malessere viene a galla quando egli si ritrova a tu per tu con se stesso sdogmatizzato e fallito, da una parte quindi il fallimento dall’altra entra il gioco l’aggressività, quest ‘ultima un tentativo drammatico e primordiale di affermare la sua esistenza , un io in frantumi incapace di pilotare pensieri ed azioni.

Io sono dell’ avviso che oggi l’uomo deve imparare ad amare, senza tuttavia dare nulla per scontato, le certezze vanno messe nel cassetto ed occorre vivere l’istante presente senza eccessivi trasporti, e questo è una saggia forma di adeguamento ai cambiamenti di questa società. L’uomo che non si adegua a questo concetto rischia solo la follia. E la cronaca quotidiana ci dà ragione, mi pare!

Ciao Micol
scusami se quoto ora il tuo interessante post caro amico kim90 ( ...chissà, ci vedremo vis a vis, visto che ho notato sei di Pescara) :)

secondo me sei uno di quelli che ha 'centrato' il problema!...dobbiamo imparare ad amare, inteso come sentimento globale: istinto, affettività, eros, rispetto ( un forte antidoto per l'ego che abbiamo in mente ).

amare la vita, ci rafforza, ci rende capaci di andare oltre il nostro ombelico, i nostri 'punti di vista, ci proietta verso le cose che cambiano accettandole e, come dici, adeguandosi.

certamente posso dire che alcuni fattori di disagio interiore hanno favorito in tali individui omicidi 'l'esplosione' della loro rabbia e frustrazione, ma sbaglieremmo di grosso citare come una sorta di alibi 'cause' al di fuori del comune: ho letto di gente 'malata'...magari un tossico...(poi però senti chi li conosceva...- ma no, non è possibile, una persona tanto a modo-), come per una sorta di 'fastidio' che avvertiamo inconsciamente, al non 'vedere' le vere cause: culturali e sociali, e ci è più facile cercare il casus belli in qualche 'matto', in un 'diverso', diseducazione a certi valori ormai considerati desueti...in fondo siamo un paese dei 'furbetti': ognuno per se, tutto e subito per soddisfare, ripeto, l'ego che abbiamo in mente e in animo...ecco l'amore può aiutarci a 'capire' e 'cambiare', impare appunto come affermi a vivere l'attimo presente, a non crearsi rigide e scontate aspettative. Per tutto questo nella mia domanda iniziale parlavo di..."dono".

ti ringrazio per le tue parole, veramente importanti!

Ciao! B.

Micol*

Re: L'amore che si uccide

Messaggio da Micol* » 20/07/2010, 12:48

the.nuance ha scritto:[...]



carissima tropic, anzitutto anche a te va il mio ringraziamento per i tuoi interventi sempre attinenti e non superficiali...è vero che nelle diverse relazioni: incontri occasionali, relazioni non impegnative, altre più stabili l' importanza cosidetta emotiva è per forza diversa, ma credo che comunque l'atteggiamento di base da parte particolarmente di un uomo debba essere sempre di reale rispetto anzitutto e senza sopraffazioni, sia nella'avventura che in una relazione stabile di coppia.

un abbraccio! :D
Già......rispetto questa parola ormai sconosciuta e non solo per quanto riguarda il rapporto di coppia ma in tutti i campi della vita.....Particolare il tuo avatar direi "professionale" eh eh eh

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tropicsnow
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Re: L'amore che si uccide

Messaggio da tropicsnow » 20/07/2010, 13:02

the.nuance ha scritto:


carissima tropic, anzitutto anche a te va il mio ringraziamento per i tuoi interventi sempre attinenti e non superficiali...è vero che nelle diverse relazioni: incontri occasionali, relazioni non impegnative, altre più stabili l' importanza cosidetta emotiva è per forza diversa, ma credo che comunque l'atteggiamento di base da parte particolarmente di un uomo debba essere sempre di reale rispetto anzitutto e senza sopraffazioni, sia nella'avventura che in una relazione stabile di coppia.

un abbraccio! :D
caro Bruno :D

concordo con te che il rispetto deve essere alla base di ogni tipo di relazione... ma nel mio intervento, e così rispondo anche a shadow, intendevo dire che in un'avventura si cercherà più l'aspetto sessuale che non quello sentimentale... visto che si stava parlando di sesso...
"Ho visto cose bellissime grazie alla diversa prospettiva suggerita dalla mia perenne insoddisfazione, e quel che mi consola ancora, è che non smetto di osservare".

Ospite

Re: L'amore che si uccide

Messaggio da Ospite » 20/07/2010, 15:09

tropicsnow ha scritto:[...]
nelle tue parole leggo il sorriso sereno di chi alle spalle ha avuto la forza di non arrendersi ai primi insuccessi. dimostrano che la fiducia in se stessi e soprattutto la conoscenza di sè permette di superare degli ostacoli e raggiungere ciò che si desidera con maggior consapevolezza. mi auguro che queste tue parole siano uno spunto di riflessione per qualcuno...

un abbraccio :D
Sei molto gentile e apprezzo di cuore questo tuo intervento in mio favore. Vorrei augurarmi pure io che, sviluppando maggior riflessività e rispetto per se stessi, si possano abbandonare anche determinati istinti di violenza e rivalsa. Riuscire a fare un passo indietro con maniera ed eleganza intellettuale, evitando di cedere al livore e alla collera.
the.nuance ha scritto:[...]
...ma credo che comunque l'atteggiamento di base da parte particolarmente di un uomo debba essere sempre di reale rispetto anzitutto e senza sopraffazioni, sia nella'avventura che in una relazione stabile di coppia.
Questa considerazione la trovo molto fondata, e mi ci sento affine e solidale.

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the.nuance
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Re: L'amore che si uccide

Messaggio da the.nuance » 21/07/2010, 6:27

Micol* ha scritto:[...]



Già......rispetto questa parola ormai sconosciuta e non solo per quanto riguarda il rapporto di coppia ma in tutti i campi della vita.....Particolare il tuo avatar direi "professionale" eh eh eh

ciao Micol! :)

è verissimo!

(il mio avatar...mah, è una storia lunga, ma che è un complimento?) ;)

Una serena e bella giornata! B.

Micol*

Re: L'amore che si uccide

Messaggio da Micol* » 21/07/2010, 11:48

the.nuance ha scritto:[...]




ciao Micol! :)

è verissimo!

(il mio avatar...mah, è una storia lunga, ma che è un complimento?) ;)

Una serena e bella giornata! B.
Ma certo che era un complimento! ;)

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Re: L'amore che si uccide

Messaggio da the.nuance » 24/07/2010, 4:11

Sims ha scritto:[...]


Quello che voglio dire è che additare gli uomini come esseri incapaci di accettare la grandiosa superpotenza della donna di oggi non mi basta e non mi piace.

E poi i grandi cambiamenti sono ormai avvenuti decenni fa, ormai vivacchiamo senza più dare nuovi contributi all' emancipazione della donna (a mio parere non si muove più molto di concreto e di così spaventoso). Uomini nati negli anni Ottanta-Novanta dove sono stati finora se ancora credono al modello antico di donna/proprietà?

Aggiungo che molte donne stanno abbandonando questa presunta smania della realizzazione professionale per tornare volentieri al ruolo di regina della casa così come molti uomini vivono con naturalezza il rapporto di coppia paritario e democratico.

Se poi permangono uomini che ritengono di poter decidere della vita della loro compagna (e qui mi associo a Shadow nel pensare che ha "senso" se si tratta di storie lunghe altrimenti è follia pura e basta) vorrei che si potesse trovare una risposta diversa, che non faccia passare questa nostra società per qualcosa di peggiore di quello che è. Alcuni uccidono perché "gli gira così": seppure troppi, non lo fanno tutti quelli che vengono lasciati. Allora forse in quei casi si sommano diverse cause.

Ho visto da poco un servizio su una di queste storie finite male e lui ad esempio era un tossico. Non deve essere l'unica causa ma certo quest'uomo non sarà stato tanto bene!
Ci sarebbe molto da dire...

...e già, ci sarebbe molto da dire ...e soprattutto da fare! Non credo che la fase (anni 70) della cosidetta 'emancipazione' femminile sia stato un trauma per la donna, anzi, direi non per l'uomo, ma per la società e sua culture impregnata da un 'maschilismo' di fondo. Non è in discussione l'uomo in quanto tale, ma la sua difficoltà ad affrontare il tipo di rapporto 'diverso' con la donna!

sul fatto della 'superpotenza della donna dovrebbe risponderti appunto una donna e le sue esperienze nel campo lavorativo, nella gestione della casa, dei figli, etc...personalmente 'vedo' certi concreti cambiamenti solo in questi ultimi anni: donne che assumono status sociali, politici, lavorativi che prima erano esclussivo appannaggio degli uomini e ciò non può essere che positivo, perchè essa mette in campo una sensibilità e passione particolare per non dire anche una certa intelligenza meno 'rigida' di quella maschile.

Non credo sia smania di realizzazione sociale, ma soltanto di avere e vivere le stesse opportunità degli uomini...o vorremmo ancora la donna a casa a cucire, lavare e far da mangiare? Questo era 50 ani fa!
Certo non sono d'accordo anch'io se tale realizzazione sociale diventi una priorità fondamentale, ci vuole equilibrio e buon senso: ne ho sentite di confidenze amare di donne che a 40 e più anni sentono la mancanza di un affettività stabile e di un figlio.

non bisogna essere dei 'tossici' per arrivare a tali estremi gesti...non facciamo l'errore (l'ho ribadito in altri post) ne di generalizzare ne di estremizzare, cioè cercare una o più cause che ci 'tolgano' dalle nostre responsabilità di non saper più 'vedere' cosa accade attorno a noi, di dare il nostro piccolo contributo...sarebbe troppo facile additare tali uomini come 'matti' (le perizie psichiatriche dei tre ultimi omicidi sono risultate 'conformi' alla norma) e molto spesso la scienza non riesce a spiegare cose che a noi ci sembrano fuori da ogni logica...allora che succede? Lo ripeto: sono le prime avvisaglie di una cambiamento globale in atto che ci coinvolge in diversi aspetti cruciali della nostra vita (lavoro, responsabilità, sicurezze affettive, conflittualità sociali e via dicendo) che ci stressano perchè ne abbiamo paura!

Avvisaglie...cioè alcuni iniziano a sentirne per primi le conseguenze, persone 'normali', e altre cosidette 'meno normali'.
Il tempo ci dirà...

Ciao! B.

...e grazie di aver dato il tuo contributo :)