castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettura

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UETTA
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castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettura

Messaggio da UETTA » 25/01/2012, 10:22

Castelli di rabbia

... forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, lèggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall'incontrollabile strisciare via del mondo. Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. O per rimandare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità. Un libro aperto è sempre la
certificazione della presenza di un vile - gli occhi inchiodati su quelle righe per non farsi rubare lo sguardo dal bruciore del mondo - le parole che a una ad una stringono il fragore del mondo in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri - la più raffinata delle ritirate, questa è la verità. Una sporcheria. Però: dolcissima ... lèggere è una sporcheria dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro ? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura - un libro che inizia ...

Alessandro Baricco

in proposito.. vorrei dirvi questo. Sapete che in questo periodo della mia vita, periodo nel quale sono alla ricerca di un equilibrio, trovo difficile se non impossibile leggere. Ho sempre letto moltissimo ma adesso non riesco più a rifugiarmi in un libro... e mi trovo a dover affrontare tutte le mie paure....
cosa ne pensate? anche per voi il libro è un rifugio??? :?:
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Niobe85
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Re: castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettur

Messaggio da Niobe85 » 25/01/2012, 16:59

UETTA ha scritto:Castelli di rabbia

... forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, lèggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall'incontrollabile strisciare via del mondo. Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. O per rimandare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità. Un libro aperto è sempre la
certificazione della presenza di un vile - gli occhi inchiodati su quelle righe per non farsi rubare lo sguardo dal bruciore del mondo - le parole che a una ad una stringono il fragore del mondo in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri - la più raffinata delle ritirate, questa è la verità. Una sporcheria. Però: dolcissima ... lèggere è una sporcheria dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro ? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura - un libro che inizia ...

Alessandro Baricco

in proposito.. vorrei dirvi questo. Sapete che in questo periodo della mia vita, periodo nel quale sono alla ricerca di un equilibrio, trovo difficile se non impossibile leggere. Ho sempre letto moltissimo ma adesso non riesco più a rifugiarmi in un libro... e mi trovo a dover affrontare tutte le mie paure....
cosa ne pensate? anche per voi il libro è un rifugio??? :?:
Sai... un pò mi conforta questo post... mi è capitata la stessa cosa!
Divoravo un libro in due, massimo tre giorni (veramente notti, leggere di notte e qualcosa che non ha eguali :shy: ) poi d'un tratto non sono più riuscita ad aprirne uno, un rifiuto... ti dirò che a distanza di più di un anno, saranno forse due settimane che ho ripreso con la stessa passione di un tempo... è come se mi fossi nuovamente innamorata della lettura.
Datti un pò di tempo e scoprirai la tua causa, come io ho scoperto la mia ;)
Buona fortuna! :D
Il Sognatore che crede ai propri Sogni, sicuramente li vedrà realizzati...

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Re: castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettur

Messaggio da UETTA » 26/01/2012, 8:37

Niobe85 ha scritto:[...]



Sai... un pò mi conforta questo post... mi è capitata la stessa cosa!
Divoravo un libro in due, massimo tre giorni (veramente notti, leggere di notte e qualcosa che non ha eguali :shy: ) poi d'un tratto non sono più riuscita ad aprirne uno, un rifiuto... ti dirò che a distanza di più di un anno, saranno forse due settimane che ho ripreso con la stessa passione di un tempo... è come se mi fossi nuovamente innamorata della lettura.
Datti un pò di tempo e scoprirai la tua causa, come io ho scoperto la mia ;)
Buona fortuna! :D
anche tu conforti me. Mi è capitato di sentirmi così persa soltanto quando ho finito di leggere i libri di Alessandro Baricco.... che adoro. Però ultimamente non riesco a leggere... pensa che ho cominciato il linguaggio dei fiori....e non sono riuscita ad andare avanti. Il paradosso è che mi piace moltissimo. soltanto che non riesco più ad entrarci. uffa :( :( :(
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Messaggio da tropicsnow » 26/01/2012, 17:55

UETTA ha scritto:Ho sempre letto moltissimo ma adesso non riesco più a rifugiarmi in un libro... e mi trovo a dover affrontare tutte le mie paure....
cosa ne pensate? anche per voi il libro è un rifugio??? :?:

la letteratura è un conforto solo momentaneo per cui arriva sempre il momento in cui bisogna affrontare ciò che ci affligge. anche a me è capitato di non riuscire a leggere perchè non riuscivo a concentrarmi o a trovare interessante ciò che leggevo per il semplice fatto che la mia mente era altrove e si poneva numerose domande e questo non è positivo: significa stancarsi inutilmente finendo per perdere di vista anche le cose buone perchè oscurate da quelle negative. spesso il silenzio ci fornisce le risposte senza dover chiedere, ma non possiamo ascoltarle se siamo ancorati alle nostre domande e alle nostre certezze. ;)

Niobe85 ha scritto:[...]
Divoravo un libro in due, massimo tre giorni (veramente notti, leggere di notte e qualcosa che non ha eguali :shy: )

è vero, leggere di notte è in qualche modo suggestivo perchè il silenzio aumenta la concentrazione ed è come se chi scrive fosse lì a parlarti. una sorta di dialogo interiore tra te e l'autore in un senza tempo, quasi in un'altra dimensione :)
anche tu hai vissuto questa esperienza mistica? :DD

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Re: castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettur

Messaggio da Niobe85 » 26/01/2012, 19:23

UETTA ha scritto:[...]



anche tu conforti me. Mi è capitato di sentirmi così persa soltanto quando ho finito di leggere i libri di Alessandro Baricco.... che adoro. Però ultimamente non riesco a leggere... pensa che ho cominciato il linguaggio dei fiori....e non sono riuscita ad andare avanti. Il paradosso è che mi piace moltissimo. soltanto che non riesco più ad entrarci. uffa :( :( :(
Credo che a livello inconscio tu abbia paura di un nuovo "trauma da abbandono"... nel senso che hai paura di sentirti nuovamente come quando hai terminato la tua collana preferita (anche questo mi è capitato :O ma preferisco omettere il titolo della saga per non scatenare ilarità :DD )... prova ad indagare dentro di te ;)
tropicsnow ha scritto: è vero, leggere di notte è in qualche modo suggestivo perchè il silenzio aumenta la concentrazione ed è come se chi scrive fosse lì a parlarti. una sorta di dialogo interiore tra te e l'autore in un senza tempo, quasi in un'altra dimensione :)
anche tu hai vissuto questa esperienza mistica? :DD
Certo che sì! :mangalove:
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Re: castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettur

Messaggio da UETTA » 31/01/2012, 13:02

sto indagando infatti. ma che caos all'interno...... il mio problema è proprio che per me il libro è sempre stata una scappatoia dalla realtà. e un modo per non stare male.
proprio così, sì.
:shy:
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Re: castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettur

Messaggio da damabianca » 12/02/2012, 8:40

UETTA ha scritto:
anche per voi il libro è un rifugio??? :?:
Grazie al cielo no...
direi piuttosto che è un piccolo viaggio che mi permette di staccare dalla vita di ogni giorno.
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Re: castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettur

Messaggio da tarabas » 12/02/2012, 12:07

damabianca ha scritto:[...]
direi piuttosto che è un piccolo viaggio che mi permette di staccare dalla vita di ogni giorno.
verissimo... :)
---
...libertà!

manu78

Re: castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettur

Messaggio da manu78 » 13/02/2012, 18:38

UETTA ha scritto:Sapete che in questo periodo della mia vita, periodo nel quale sono alla ricerca di un equilibrio, trovo difficile se non impossibile leggere. Ho sempre letto moltissimo ma adesso non riesco più a rifugiarmi in un libro... e mi trovo a dover affrontare tutte le mie paure....
cosa ne pensate? anche per voi il libro è un rifugio??? :?:
Ciao, provo a dire la mia in proposito. Ti ho quotato perchè anch'io sono alla ricerca di un equilibrio dopo aver toccato il fondo (spero di non andare più giù di così...). Sono stato sempre un gran lettore fin da bambino e Baricco è tra i miei scrittori preferiti anche se la vera "magia" credo personalmente l'abbia espressa con Totem. Durante questo mio periodo non sono stato in grado di fare alcunche di concreto se non cercare di dormire il più possibile. Poi in uno dei giorni più tristi (guarda caso il mio compleanno) ho ricevuto un libro di un altro scrittore a me molto caro. Subito non ce l'ho fatta ad di iniziarlo ed ho atteso circa una settimana. E' stata una vera evasione, come prima cercavo sempre il letto per non pensare, poi ho cercato il libro perchè era come se stessi li di fianco al protagonista. Per quanto il libro fosse di un certo spessore la magia è finita poco tempo fa, al capolinea della storia. Ho provato a ricominciarne un altro, ma vuoi per l'autore nuovo vuoi per la storia poco coinvolgente sono rimasto presto impantanato. Aggiungo una morale personale in risposta alla tua domanda di fondo: in genere un libro dovrebbe essere semplicemente uno svago, un bello svago, una sorta di passatempo come potrebbe essere il guardare un film, o fare un gioco qualsiasi. Per me in questo periodo particolare è stato invece un rifugio, mi è servito per non pensare, per scappare dalla mia condizione. Prima di incontrare quel libro dormivo per fare la stessa identica cosa e quando non potevo mi rifugiavo semplicemente tra i "se" di un ipotetico passato da poter cambiare per poi subito catapultarmi in un fantasioso futuro dove immaginavo ritornare una situazione che disperatamente cercavo. Tutto quello che facevo era evitare il presente per non vivere il dolore e la paura di stare da solo. Concludendo ti consiglio di non crucciarti se non riesci a leggere e di vivere la tua paura ed il dolore derivante da essa.

PS invece è possibile che un libro possa aiutare.....non a casa Baricco recensendo un libro molto molto bello a suo parere disse solo queste parole "E' un libro che ti salva la vita, un libro che ti salva la vita"

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tropicsnow
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Re: castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettur

Messaggio da tropicsnow » 14/02/2012, 12:50

manu78 ha scritto:Aggiungo una morale personale in risposta alla tua domanda di fondo: in genere un libro dovrebbe essere semplicemente uno svago, un bello svago, una sorta di passatempo come potrebbe essere il guardare un film, o fare un gioco qualsiasi. Per me in questo periodo particolare è stato invece un rifugio, mi è servito per non pensare, per scappare dalla mia condizione. Prima di incontrare quel libro dormivo per fare la stessa identica cosa e quando non potevo mi rifugiavo semplicemente tra i "se" di un ipotetico passato da poter cambiare per poi subito catapultarmi in un fantasioso futuro dove immaginavo ritornare una situazione che disperatamente cercavo. Tutto quello che facevo era evitare il presente per non vivere il dolore e la paura di stare da solo. Concludendo ti consiglio di non crucciarti se non riesci a leggere e di vivere la tua paura ed il dolore derivante da essa.

PS invece è possibile che un libro possa aiutare.....non a casa Baricco recensendo un libro molto molto bello a suo parere disse solo queste parole "E' un libro che ti salva la vita, un libro che ti salva la vita"

secondo me, hai posto l'accento su varie alternative che un libro possa offrire :) : dipende molto dal genere per cui ci sono libri che possono essere solo uno svago, altri un rifugio e altri ancora possono invece metterti di fronte a quello che è il tuo malessere del momento fornendoti quell'aiuto di cui avevi bisogno. :) aggiungo che se si sa scegliere, un libro è meglio del consiglio di una persona perchè, purtroppo, non sempre si hanno vicino persone in grado di capire veramente ciò di cui abbiamo bisogno per quanto in buona fede cerchino di aiutarci. :rolleyes:

ciao... :)

manu78

Re: castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettur

Messaggio da manu78 » 14/02/2012, 15:49

tropicsnow ha scritto:aggiungo che se si sa scegliere, un libro è meglio del consiglio di una persona perchè, purtroppo, non sempre si hanno vicino persone in grado di capire veramente ciò di cui abbiamo bisogno per quanto in buona fede cerchino di aiutarci.
Bhe è vero concordo in linea teorica....perchè non ne ho mai trovati di libri così e mi piacerebbe moltissimo...per me ha rappresentato una fuga e basta. Ripensandoci una persona mi aveva consigliato i libri di Osho ma ancora non li ho letti.

Una persona che sta li anche solo a farti parlare del tuo problema, del tuo stato d'animo, di cosa hai dentro, senza provare a dispensare aiuto o consigli ritengo sia già una grande cosa.

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Re: castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettur

Messaggio da tropicsnow » 14/02/2012, 16:20

manu78 ha scritto:
Una persona che sta li anche solo a farti parlare del tuo problema, del tuo stato d'animo, di cosa hai dentro, senza provare a dispensare aiuto o consigli ritengo sia già una grande cosa.

ad esempio a me non basterebbe affatto. non mi piacebbe fare il monologo su una questione che mi provoca malessere senza che l'altro interagisca con me a un livello più profondo. è tutto molto soggettivo. :)
anche lo stesso libro letto da persone diverse che stanno affrontando problematiche diverse può acquistare un significato differente. oppure, non so se ti è capitato, lo stesso libro letto in periodi diversi della propria vita acquista una valenza diversa rispetto alla precedente lettura...

manu78

Re: castelli di rabbia: citazione e riflessione sulla lettur

Messaggio da manu78 » 14/02/2012, 16:59

tropicsnow ha scritto:ad esempio a me non basterebbe affatto. non mi piacebbe fare il monologo su una questione che mi provoca malessere senza che l'altro interagisca con me a un livello più profondo. è tutto molto soggettivo. :)
Si concordo sulla soggettività della cosa comunque un mea culpa per non aver saputo chiarire meglio. Talvolta anzichè apprezzare di più le cose che si hanno si cerca ripetutamente ciò che non sia ha e con questo faccio riferimento per esempio alla mia situazione di non aver nessun vicino indi per cui la mia frase (Una persona che sta li anche solo a farti parlare....) per me sarebbe già un gran cosa. Poi certo credo che trovando una persona che ha sincera voglia di stare li più e più volte ad ascoltarti è naturale poi un suo successivo interagire a livello più profondo....o meglio lo spero :rolleyes:
tropicsnow ha scritto:non so se ti è capitato, lo stesso libro letto in periodi diversi della propria vita acquista una valenza diversa rispetto alla precedente lettura...
concordo in pieno e si mi è capitato. Ho letto un libro in particolare forse in un altrettanto particolare periodo della mia vita che mi ha scaturito una sorta di "magia". Il rileggerlo in tempi diversi non ha fatto scattare la stessa molla con mio sommo dispiacere. :'(