Ribellione civile, incivile... o cosa?

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Mister71
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Messaggio da Mister71 » 16/07/2012, 20:00

Birnam wood prophecy ha scritto:[...]


Concordo parzialmente.
La Germania teme che un'eventuale socializzazione dei debiti sovrani tramite l'introduzione degli eurobond possa esporla al rischio (attualmente nullo) di un attacco speculativo (o perlomeno a rinunciare a posizioni di rendita, diciamo così, molto favorevoli). In effetti i titoli di stato tedeschi attualmente rappresentano il benchmark europeo in materia di valutazione dello spread: non conviene quindi alla Cancelliera collettivizzare il debito...tuttavia i tedeschi non possono permettersi di sottovalutare il (anche per loro) pericoloso rovescio della medaglia...se Spagna e Italia finiscono in modo irreparabile nelle sabbie mobili, allora rischiano tutti Germania compresa...purtroppo tra un pò di tempo sia in Italia che in Germania incomberanno scadenze elettorali importanti e, come è già accaduto in passato (vedi in particolare il comportamento della Germania quando è scoppiata la crisi greca), i politici penseranno prima al proprio tornaconto e poi a tutto il resto...


Ciao...

L'economia è come una macchina con molti ingranaggi e leve. Stiamo continuando a commettere l'errore di guardare il singolo ingranaggio perdendo di vista la macchina intera, il suo funzionamento complessivo e il suo senso.

Quello che voglio dire e che dobbiamo guardare alle popolazioni che soffrono, alle famiglie impoverite, ai meccanismi della finanza internazionale, e cambiare tutto rimettendo al centro dell'attenzione l'esigenza di un qualunque essere umano di essere felice. Bisogna ripartire da qui, e non perdersi in discorsi economici.

Come ho già detto una volta, ricordiamoci sempre che il denaro è carta filigranata che esce da una stampante... Non può stare allo stesso livello del pianto di un essere umano o di una popolazione.

Ciao.

Birnam wood prophecy


Messaggio da Birnam wood prophecy » 16/07/2012, 21:26

Mister71 ha scritto:[...]





dobbiamo guardare alle popolazioni che soffrono, alle famiglie impoverite, ai meccanismi della finanza internazionale, e cambiare tutto rimettendo al centro dell'attenzione l'esigenza di un qualunque essere umano di essere felice. Bisogna ripartire da qui.

Certamente. In particolare, riformare alcuni perniciosi meccanismi della finanza mondiale è di vitale importanza. Purtroppo gli interessi delle potentissime lobbies bancarie sono difficilmente scalfibili (Obama, per esempio, ha ottenuto scarsi risultati in tale direzione). I discorsi economici si rivelano labirintici nell'ipotesi in cui i Paesi si riuniscono in occasione di (costosi) vertici europei senza prendere decisioni realmente rilevanti...

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Messaggio da gaffe001 » 17/07/2012, 20:21

Mister71 ha scritto:[...]

Come ho già detto una volta, ricordiamoci sempre che il denaro è carta filigranata che esce da una stampante... Non può stare allo stesso livello del pianto di un essere umano o di una popolazione.

Ciao.
ciao mister,
vaglielo a dire agli sceicchi del Qatar o dell'Arabia che i soldi sono carta che esce dalla stampante, questi comprano tutto e continuano a comprare, vedi le squadre di calcio, quanto a investimenti non ne parliamo, hanno quote bancarie dappertutto, con loro non c'è pianto che tenga purtroppo

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manciù
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Messaggio da manciù » 26/07/2012, 23:11

Io ho oramai la convinzione che l'essere umano non è abbastanza evoluto per accogliere con capacità e cognizione ciò che gli viene offerto.
L'uomo si comporta ancora molto come un animale. Mangia solo perché ha del cibo a disposizione e diventa obeso e con lo stesso concetto non accumula più il denaro che gli serve, ma "va in sovrappeso" anche con quello: prende tutto quello che trova senza sapere neppure il perché lo fa. Questa crisi è data dalla follia umana, dalla malattia, dal volersi sentire un leader a tutti i costi come se fossimo in un branco di leoni o scimmie. Quando poi ci sono donne che sculettano davanti a ogni leader che vedono e che può offire loro del denaro..... Qui è tutto sbagliato, dal capitalismo al movimento femminista, dai sindacati alle banche. La crisi finanziaria odierna è solo l'ovvia conseguenza a tutto questo.
Manciù

Birnam wood prophecy


Messaggio da Birnam wood prophecy » 26/07/2012, 23:28

manciù ha scritto:Io ho oramai la convinzione che l'essere umano non è abbastanza evoluto per accogliere con capacità e cognizione ciò che gli viene offerto.
L'uomo si comporta ancora molto come un animale. Mangia solo perché ha del cibo a disposizione e diventa obeso e con lo stesso concetto non accumula più il denaro che gli serve, ma "va in sovrappeso" anche con quello: prende tutto quello che trova senza sapere neppure il perché lo fa. Questa crisi è data dalla follia umana, dalla malattia, dal volersi sentire un leader a tutti i costi come se fossimo in un branco di leoni o scimmie. Quando poi ci sono donne che sculettano davanti a ogni leader che vedono e che può offire loro del denaro..... Qui è tutto sbagliato, dal capitalismo al movimento femminista, dai sindacati alle banche. La crisi finanziaria odierna è solo l'ovvia conseguenza a tutto questo.
Dopo gli sceicchi, pure le femministe...

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Messaggio da Mister71 » 04/08/2012, 23:39

Birnam wood prophecy ha scritto:[...]


...
Stasera ascoltavo le legittime perplessità e preoccupazioni dei tanti albergatori in giro per l'Italia, per il fatto che a quanto pare sei Italiani su dieci non lasceranno la propria dimora abituale, vista la crisi.

Si paventava la possibilità di una "crisi nella crisi" quella cioé del settore turistico.

Intanto, qualche politico europeo non perde più il sonno al sentir parlare di una eventuale uscita della Grecia dall'euro. Una moneta che sembra salvarsi un giorno e stare per affogare il giorno dopo.

Spero che capiscano che le soluzioni non ci sono, a mio avviso, e che quelle che vengono scelte peggiorano solo la situazione (IMU, tagli alla sanità, alla scuola...).

Sono io che la faccio tanto facile oppure sono loro a non capire che bisogna riportare l'industria in occidente?

Ciao... :)

Birnam wood prophecy


Messaggio da Birnam wood prophecy » 05/08/2012, 15:51

Mister71 ha scritto:[...]



Stasera ascoltavo le legittime perplessità e preoccupazioni dei tanti albergatori in giro per l'Italia, per il fatto che a quanto pare sei Italiani su dieci non lasceranno la propria dimora abituale, vista la crisi.

Si paventava la possibilità di una "crisi nella crisi" quella cioé del settore turistico.

Intanto, qualche politico europeo non perde più il sonno al sentir parlare di una eventuale uscita della Grecia dall'euro. Una moneta che sembra salvarsi un giorno e stare per affogare il giorno dopo.

Spero che capiscano che le soluzioni non ci sono, a mio avviso, e che quelle che vengono scelte peggiorano solo la situazione (IMU, tagli alla sanità, alla scuola...).

Sono io che la faccio tanto facile oppure sono loro a non capire che bisogna riportare l'industria in occidente?

Ciao... :)
Soffrono tutti i settori e non solo quello turistico.
Spagna e Italia rischiano grossissimo.
Ho comprato qualche giorno fa un laptop Hewlett-Packard di ottima fattura ad un prezzo molto contenuto: 350 eur (in promozione è costato 300). Miracoli della globalizzazione (aspetti positivi e aspetti negativi, indubbiamente...). Relativamente all’Italia, il declino della grande industria non è iniziato ora, ma 20 anni fa…principalmente in seguito alla cessione di grandi imprese a gruppi stranieri che le hanno frammentate, ridotte di dimensione (emblematico il caso di Olivetti e Zanussi), in seguito alle privatizzazioni che hanno interessato per es. Enel, Telecom, ecc., in seguito ad una meccanizzazione più spinta finalizzata all’abbattimento dei costi di produzione all’interno delle grandi fabbriche. Sono poi seguiti fenomeni di “decentramento” (ad es. Fiat), ecc. Queste trasformazioni che hanno interessato la grande industria italiana (descritte appropriatamente ad es. da Augusto Graziani in “Lo sviluppo dell’economia italiana”, ediz. Bollati Boringhieri, 2005) sono nate dalla necessità di rendere sempre più competitiva la nostra industria nei confronti della concorrenza mondiale (il pane quotidiano bisogna sudarselo). Questi cambiamenti sono stati bilanciati, diciamo così, dallo sviluppo e dal successo del modello delle pmi e dei distretti industriali che costituiscono l’attuale ossatura della nostra economia. Oggi c’è il problema della globalizzazione, della delocalizzazione (aspetti negativi e aspetti positivi: piange l’operaio Fiat, sorride quello polacco...milioni di cinesi escono dalla condizione di povertà grazie ai cambiamenti epocali degli ultimi due decenni, il mio portatile non mi costa uno sproposito, triste sfruttamento della manodopera, ecc.). Problemi nuovi conducono inevitabilmente a battere strade diverse. In Italia, l’ideale sul piano industriale (tra le tante cose da fare) sarebbe l’adozione di politiche che puntino allo sviluppo industriale del Sud seguendo l’esempio della vecchia Germania Ovest che adesso raccoglie (tra gli altri) i frutti del notevole sforzo intrapreso nello sviluppo e ammodernamento dell'ex DDR (nel Mezzogiorno preferibilmente non l’industria “pesante”, chimica, ecc., perché a bassa forza lavoro – come è avvenuto in passato quando si è abbozzato un timido tentativo da parte del governo centrale di avviare un processo (?) di industrializzazione da Napoli in giù - ma industria ad alta intensità di “L”…meno “K” e più “L”…). Per quanto riguarda un discorso più generale occorrerebbero riforme più incisive di quelle poche e timide varate sino ad ora...ne abbiamo già parlato.
Ferragosto si avvicina: buon ferragosto...ciao…

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Messaggio da Mister71 » 06/08/2012, 11:11

Birnam wood prophecy ha scritto:[...]

Ferragosto si avvicina: buon ferragosto...ciao…
Grazie... :)

Buon Ferragosto anche a te...!

Pallina5

Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Pallina5 » 07/08/2012, 11:33

Mister71 ha scritto:
Quindi vi chiedo: secondo voi, le cose cambieranno perché chi ne è responsabile capirà di dover rimettere il moto il buonsenso in naftalina, oppure per un'altra strada, quella del fiammifero di cui dicevo prima?

In altre parole: voi pensate che le proteste di adesso siano il segno di una escalation su scala almeno nazionale, oppure che il tutto resterà a livello di "singole" iniziative a macchia di leopardo, magari perché non sappiamo più neanche cosa voglia dire "fare una guerra", siamo comunque troppo stanchi, bloccati nel traffico, impegnati a tenerci stretti al posto di lavoro - per quelli che ce l'hanno...

Magari stiamo ancora digerendo la grande abbuffata del benessere costruito in 50 anni da chi ci ha preceduto, la pancia è ancora piena, siamo satolli e anche un pò sovrappeso, ma chi ha voglia di fare la guerra. Chi? Noi?

Non è che forse dovremmo chiedere a quelli che stanno oltremare di finire dalle loro parti e di cominciare dalle nostre?

Ciao...
Nel mio piccolo penso che non siamo ancora pronti e preparati ad una ribellione civile( e per civile io intendo una rivolta senza armi, perchè qualsiasi guerra è da aberrare...), perchè ancora non possediamo una coscienza civile; credo appunto che troppi siano ancora adagiati nel loro microcosmo semidorato: si guarda ancora solo in casa propria, finchè c'è da riempirsi la pancia va bene, poi quando finisce... già quando finisce la prima e forse l'unica cosa che si fà è lagnarsi, una lagna fine a sè stessa, perchè la maggioranza di noi non è stata educata affatto ad agire in concreto.

Ci vorrebbero coesione ( del popolo) e responsabilità( della classe politica) per migliorare il Paese... già ma che bella utopia

Forse non ho detto nulla di nuovo e nulla di interessante riguardo l'argomento, ma questo perchè il rammarico di non vedere reali svolte all'orizzonte mi lascia un pò smarrita e senza "parole", se non quelle che una piccola cittadina come me vorrebbe davvero che ci fosse qualcuno che guidasse il Paese verso nuove direzioni....

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Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Mister71 » 07/08/2012, 13:07

Pallina5 ha scritto:[...]



Nel mio piccolo penso che non siamo ancora pronti e preparati ad una ribellione civile( e per civile io intendo una rivolta senza armi, perchè qualsiasi guerra è da aberrare...), perchè ancora non possediamo una coscienza civile; credo appunto che troppi siano ancora adagiati nel loro microcosmo semidorato: si guarda ancora solo in casa propria, finchè c'è da riempirsi la pancia va bene, poi quando finisce... già quando finisce la prima e forse l'unica cosa che si fà è lagnarsi, una lagna fine a sè stessa, perchè la maggioranza di noi non è stata educata affatto ad agire in concreto.

Ci vorrebbero coesione ( del popolo) e responsabilità( della classe politica) per migliorare il Paese... già ma che bella utopia

Forse non ho detto nulla di nuovo e nulla di interessante riguardo l'argomento, ma questo perchè il rammarico di non vedere reali svolte all'orizzonte mi lascia un pò smarrita e senza "parole", se non quelle che una piccola cittadina come me vorrebbe davvero che ci fosse qualcuno che guidasse il Paese verso nuove direzioni....

Ciao pallina... :)

Quello che hai detto è invece interessante e pieno di buon senso...

Io ho poche speranze per la classe politica attuale... Chissà però... staremo a vedere quest'inverno cosa si inventeranno per non far affogare l'Europa...

Ciao e buon ferragosto!

Spero di ritrovarti quando mi collegherò di nuovo la prossima volta... :) :)
Ciao...

Pallina5

Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Pallina5 » 07/08/2012, 16:35

Mister71 ha scritto:[...]




Ciao pallina... :)

Quello che hai detto è invece interessante e pieno di buon senso...

Io ho poche speranze per la classe politica attuale... Chissà però... staremo a vedere quest'inverno cosa si inventeranno per non far affogare l'Europa...

Ciao e buon ferragosto!

Spero di ritrovarti quando mi collegherò di nuovo la prossima volta... :) :)
Ciao...
Ciao Mister,

..."Già chissà"...

intanto ricambio l'ugurio di un buon ferragosto :D
e sì, speriamo di ritrovarci anche in diretta sul forum prima o poi :ciao:

Ospite

Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Ospite » 11/08/2012, 13:03

Pallina5 ha scritto:[...]
Perchè ancora non possediamo una coscienza civile; credo appunto che troppi siano ancora adagiati nel loro microcosmo semidorato: si guarda ancora solo in casa propria, finchè c'è da riempirsi la pancia va bene, poi quando finisce... già quando finisce la prima e forse l'unica cosa che si fà è lagnarsi, una lagna fine a sè stessa, perchè la maggioranza di noi non è stata educata affatto ad agire in concreto.
Chi tenta un'iniziativa personale, volta magari a migliorare o far riflettere, è presto contestato e confinato da qualsiasi punto di svolta. Domina un pensiero di qualunquismo e presa di distanza da ciò che non appare conveniente, rapido e individulista.
Eppure non credo certe cose siano sorte così dal nulla, così non me la sento di addossare per intero la responsabilità alla classe politica, sebbene abbia le sue pecche più che evidenti. Forse è la massa intera che non riesce a muoversi secondo un criterio e un orizzonte di vero progresso e bene comune. Non riesce o non vuole prendere le distanze da certe consuetudini e privilegi, rinnegando una lezione antica di operosità e sistema, per la quale solo chi si dava da fare, poteva sperare in un risultato concreto e adeguato ai propri sforzi.

Pallina5

Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Pallina5 » 11/08/2012, 19:08

Shadow750 ha scritto:[...]




Eppure non credo certe cose siano sorte così dal nulla, così non me la sento di addossare per intero la responsabilità alla classe politica, sebbene abbia le sue pecche più che evidenti. Forse è la massa intera che non riesce a muoversi secondo un criterio e un orizzonte di vero progresso e bene comune. Non riesce o non vuole prendere le distanze da certe consuetudini e privilegi
Infatti è proprio alla massa che mi riferisco io nella parte del mio discorso che tu citi...percui mi trovi d'accordo in quello che esprimi quì...

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Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Chi » 09/09/2012, 22:06

Mister71 ha scritto:Ciao...





Quindi vi chiedo: secondo voi, le cose cambieranno perché chi ne è responsabile capirà di dover rimettere il moto il buonsenso in naftalina, oppure per un'altra strada, quella del fiammifero di cui dicevo prima?

In altre parole: voi pensate che le proteste di adesso siano il segno di una escalation su scala almeno nazionale, oppure che il tutto resterà a livello di "singole" iniziative a macchia di leopardo, magari perché non sappiamo più neanche cosa voglia dire "fare una guerra", siamo comunque troppo stanchi, bloccati nel traffico, impegnati a tenerci stretti al posto di lavoro - per quelli che ce l'hanno...

Magari stiamo ancora digerendo la grande abbuffata del benessere costruito in 50 anni da chi ci ha preceduto, la pancia è ancora piena, siamo satolli e anche un pò sovrappeso, ma chi ha voglia di fare la guerra. Chi? Noi?

Non è che forse dovremmo chiedere a quelli che stanno oltremare di finire dalle loro parti e di cominciare dalle nostre?

Ciao...
Si, cambieranno quando una buona parte di noi sarà costretta a vivere le esperienze degli "oltremare" e recuperare la coscienza di quanto valessero le cose che abbiamo permesso fossero distrutte da tutto quello che scrivevi.

Una volta si diveva che la magnatora bassa rovina il maiale. :D
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Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Mister71 » 13/09/2012, 20:12

Chi ha scritto:[...]



Si, cambieranno quando una buona parte di noi sarà costretta a vivere le esperienze degli "oltremare" e recuperare la coscienza di quanto valessero le cose che abbiamo permesso fossero distrutte da tutto quello che scrivevi.

Una volta si diveva che la magnatora bassa rovina il maiale. :D
Ciao...

Con il permesso di Andyphone, (se possibile) volevo farvi leggere questo articolo, che parla di tecnologia solo in apparenza.

Se il nostro Andy non vede di buon occhio il richiamo ad un sito Web, possiamo fare in un altro modo, purché mi si dica come...

Buona lettura:

[url]http://www.hi-techitaly.com/articoli/speciali/7434-lincubo-foxconn-continua-anche-con-il-nuovo-iphone-5.html[/url]

Ciao, ditemi che impressione vi fa.

Pallina5

Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Pallina5 » 14/09/2012, 15:47

Mister71 ha scritto:[...]


Ciao, ditemi che impressione vi fa.
Ciao,

hai domandato bene, "che impressione vi fa"... pessima ti rispondo io.

L'articolo tratta vari aspetti tranne quello della tecnologia. Non porta alla luce nulla di nuovo, e infatti leggendolo una delle prime cose che mi è venuta in mente è che gli stessi argomenti erano in aria già quand'ero appena una ragazzina io; dislocazione del lavoro in paesi dove la manodopera costa zero o quasi, sfruttamento dell'identità umana in nome di un economia che sazia gli interessi di pochi eletti, e circoli viziosi che vanno a stagnare un reale progresso che invece dovrebbe soddisfare i bisogni comuni.

Nella chiusura finale poi con la frase in cui si dice che tanto a noi resta il nuovo "giocattolino" a disposizione, c'è tutto un significato, del tipo "da povero a povero", perchè c' è il poveraccio che lo "costruisce" e il poveraccio che se lo compra, visto che molti per (pur) di averlo rinunciano alla bistecchina o confidano nella luccicosa carta di credito revolving, con gaudio degli interessi e degli interessati...

Insomma circolo vizioso appunto..

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Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Mister71 » 14/09/2012, 19:33

Pallina5 ha scritto:[...]



Ciao,

hai domandato bene, "che impressione vi fa"... pessima ti rispondo io.

L'articolo tratta vari aspetti tranne quello della tecnologia. Non porta alla luce nulla di nuovo, e infatti leggendolo una delle prime cose che mi è venuta in mente è che gli stessi argomenti erano in aria già quand'ero appena una ragazzina io; dislocazione del lavoro in paesi dove la manodopera costa zero o quasi, sfruttamento dell'identità umana in nome di un economia che sazia gli interessi di pochi eletti, e circoli viziosi che vanno a stagnare un reale progresso che invece dovrebbe soddisfare i bisogni comuni.

Nella chiusura finale poi con la frase in cui si dice che tanto a noi resta il nuovo "giocattolino" a disposizione, c'è tutto un significato, del tipo "da povero a povero", perchè c' è il poveraccio che lo "costruisce" e il poveraccio che se lo compra, visto che molti per (pur) di averlo rinunciano alla bistecchina o confidano nella luccicosa carta di credito revolving, con gaudio degli interessi e degli interessati...

Insomma circolo vizioso appunto..


Ciao Pallina...


Sull' "oggetto" di per sé ho poco da dire, perché non lo posseggo, anche se può essere molto utile quando sfruttato a fondo e non come se fosse un cellulare da trenta euro.

Mi premeva considerare il fatto che mi pare evidente quello che penso da tempo, e vorrei che qualcuno mi dicesse ragionevolmente che sono in errore, e cioé che la direzione del mondo nelle mani di chi non vede altro che il proprio profitto, come minimo non è saggio.

E' vero come diceva Arietina da qualche parte, che gli imprenditori non vengono nemmeno messi in condizione di lavorare, ma non credo che questa sia tutta la risposta, in generale.

Non vedo un capitalismo equo, giusto, corretto verso tutte le parti in causa e anche l'ambiente, ma direi quasi esclusivamente sfruttamento e desiderio di accumulare denaro su denaro, e forse la multinazionale che produce quell'oggetto tanto ambito dell'articolo, nonostante dei meriti, può essere un buon esempio di questo.

Ciao... :)

Pallina5

Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Pallina5 » 15/09/2012, 10:39

Mister71 ha scritto:[...]

Non vedo un capitalismo equo, giusto, corretto verso tutte le parti in causa e anche l'ambiente, ma direi quasi esclusivamente sfruttamento e desiderio di accumulare denaro su denaro, e forse la multinazionale che produce quell'oggetto tanto ambito dell'articolo, nonostante dei meriti, può essere un buon esempio di questo.

Ciao... :)
Il capitalismo come si sa è un sistema economico sociale volto alla compravendita di beni capitali con lo scopo appunto di trarre profitti; forse si stà progressivamente lasciando o tralasciando l'aspetto sociale appunto..

Di questi tempi e considerando alcuni aspetti mi viene in mente il pensiero di
John Maynard Keynes, secondo cui il capitalismo sarebbe "...la stupefacente credenza che i peggiori uomini farebbero le peggiori cose per il bene di tutti..".Egli auspica regolamentazioni per evitare il collasso del capitalismo, e allora che fare? quali regolamentazioni e come attuarle nella giusta maniera?
Anche perchè se il mercato è libero, come determinare eventuali "paletti"?

Io non saprei proprio, l'unica cosa che mi è chiara è di stare in compagnia di molti a subire quest' economia malaticcia.. :shy: :? :(

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Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Mister71 » 18/09/2012, 12:24

Pallina5 ha scritto:[...]



Il capitalismo come si sa è un sistema economico sociale volto alla compravendita di beni capitali con lo scopo appunto di trarre profitti...

Ciao...

Se volete farvi quattro risate... (amare) leggetevi questo e magari i commenti sottostanti...

[url]http://www.scuolaguida.it/Normative/index/art/364-Patentino-obbligatorio-anche-per-guidare-il-trattore-e-il-muletto/[/url]

:'(
Il punto è che l'obbligo - se non ho capito male - si applica solo a chi usa i trattori per lavoro, mentre chi ce l'ha senza possedere una partita iva per lavoro agricolo - facendo il tutto per presunto hobby - non dovrà mostrare di saperlo usare correttamente, visti gli incidenti che a quanto pare sono molti.

Chi lo usa per lavoro sa usarlo generalmente meglio di chi ne gode per comodità, ma saranno i primi e non i secondi a dover "prendere la patente"!!

In altre parole, e se io ho capito bene: se usi il trattore da 25 anni quasi tutti i giorni per ché lavori in agricoltura, devi sottoporti a questo ennesimo orpello burocratico.

Se hai il trattore perché possiedi un terreno, ma non lavori "ufficialmente" in agricoltura, e il trattore lo usi una volta tanto ma comunque meno di chi sta sul terreno tutti i giorni, NON DEVI dimostrare nulla.

A mio avviso, il buon senso avrebbe dovuto far decidere per la cosa opposta...

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Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Chi » 18/09/2012, 16:28

Mister71 ha scritto:[...]

Ciao...

Con il permesso di Andyphone, (se possibile) volevo farvi leggere questo articolo, che parla di tecnologia solo in apparenza.


[url]http://www.hi-techitaly.com/articoli/speciali/7434-lincubo-foxconn-continua-anche-con-il-nuovo-iphone-5.html[/url]

Ciao, ditemi che impressione vi fa.
L'impressione che una buona maggioranza non vada oltre i frontalini Apple, paga, secondo la nota massima, dei soldi che non ha per un prodotto che per buona parte non saprà nemmeno usare a pieno regime, sperando che il semplice possesso del suddetto prodotto possa renderlo migliore di quello che è.
Ed una volta NON ottenuto questo, ricomincia il ciclo di frustrazione da oggetti che vorremmo fossero magici ma che in realtà non trasformano i rospi in principi nè le rane in principesse.

E migliaia di altre persone, per questa cecità, pagano un prezzo molto duro.
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Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Mister71 » 21/09/2012, 19:31

Chi ha scritto: .....

Ciao...

Ecco perché l'unione europea, con i suoi vincoli e cavilli, è una mezza fregatura:

[url]http://www.fastweb.it/portale/canali/attualita/reportage/contenuti/articolo/?id=FW06275[/url]

Mettiamo un attimo da parte l'eventuale antipatia per il soggetto, e leggiamo quello che dice a proposito del governo Brasiliano.

Mi sono sempre chiesto come diavolo sia possibile che nessuno capisca che per attrarre investimenti sul suolo italico sono necessarie condizioni particolarmente appetibili, e grazie a ciò si potrebbe diminuire la disoccupazione di noialtri.

Se non è stupidità assoluta, allora deve dipendere da lacci e lacciuoli, cavilli e norme, leggi e accordi sovranazionali che però di fatto impediscono ad un paese di curare i suoi interessi, quelli del proprio popolo.

Ma ci vuole tanto a non far pagare tasse ad un'impresa ad esempio per una decina d'anni in cambio dell'assunzione di italiani, sul nostro territorio?

Forse non si fa perché le mani ce le siamo legate da soli. Ottimo risultato.

Vi ripeto, leggete l'articolo...

:) :) :)

Xandr
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Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Xandr » 24/09/2012, 11:23

Mister71 ha scritto:[...]




Ciao...

Ecco perché l'unione europea, con i suoi vincoli e cavilli, è una mezza fregatura:

[url]http://www.fastweb.it/portale/canali/attualita/reportage/contenuti/articolo/?id=FW06275[/url]

Mettiamo un attimo da parte l'eventuale antipatia per il soggetto, e leggiamo quello che dice a proposito del governo Brasiliano.

Mi sono sempre chiesto come diavolo sia possibile che nessuno capisca che per attrarre investimenti sul suolo italico sono necessarie condizioni particolarmente appetibili, e grazie a ciò si potrebbe diminuire la disoccupazione di noialtri.

Se non è stupidità assoluta, allora deve dipendere da lacci e lacciuoli, cavilli e norme, leggi e accordi sovranazionali che però di fatto impediscono ad un paese di curare i suoi interessi, quelli del proprio popolo.

Ma ci vuole tanto a non far pagare tasse ad un'impresa ad esempio per una decina d'anni in cambio dell'assunzione di italiani, sul nostro territorio?

Forse non si fa perché le mani ce le siamo legate da soli. Ottimo risultato.

Vi ripeto, leggete l'articolo...

:) :) :)
Ciao, immagino ti riferisca in generale alla situazione italiana e non solo al mercato dell'auto vero? Comunque, a quello che hai già detto te va aggiunto che, per la ricerca, in Italia si continua a non credere e non investire abbastanza, con conseguente fuga di cervelli verso altri paesi. Leggevo di un danno economico superiore al miliardo di euro per mancati brevetti, recentemente ho trovato questa storia di una ragazza italiana che riassume bene ciò che ho appena detto:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/17/caterina-da-livorno-alla-california-con-litalia-nel-cuore-ma-guai-a-tornarci/354551/

Comunque, sul mercato dell'auto, c'è da dire una cosa... la macchina non è un bene usa e getta quindi non è necessario acquistarne una nuova ogni anno, anche perché con la crisi attuale non è nemmeno possibile... invece di continuare a impuntarsi su questo settore non è meglio iniziare a guardarsi altrove? Solo degli incentivi per la diffusione della banda larga porterebbe ad un aumento di 1, 2 punti percentuali del PIL e nuovi posti di lavoro, non in un unica zona, ma su tutto il suolo italiano, cosi come interventi per il risparmio energetico ... invece si continua a puntare sempre e solo sul mercato dell'auto e le grandi opere...

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Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Mister71 » 25/09/2012, 17:30

Xandr ha scritto:[...]
Hey gente... :)

Qui siamo proprio arrivati alla frutta! Noi della regione Lazio ancora di più, comunque guardate qui:

[url]http://www.fastweb.it/portale/canali/attualita/reportage/contenuti/articolo/?id=FW06293[/url]

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Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Mister71 » 19/10/2012, 10:46

Mister71 ha scritto:[...]... ... ...

Ciao...

Ecco un buon esempio di un politico che perde il contatto con la realtà, meritando una sonora bastonata, non in senso metaforico.

Leggete questo articolo:

[url]http://www.fastweb.it/portale/canali/attualita/reportage/contenuti/articolo/?id=FW06462[/url]

Questa gentaglia andrebbe eliminata politicamente...

X(

Ed ecco invece come qualcuno vorrebbe trasformare il mondo occidentale, alla faccia di tutte le lotte per i diritti dei lavoratori:

[url]http://www.gamemag.it/news/foxconn-ammette-di-avere-assunto-lavoratori-minorenni-la-posizione-di-nintendo_44296.html[/url]

Dove non ci sono regole e diritti chiari e rispettati, quelli che da noi si cerca di smontare pezzo a pezzo, succede questo e altro...

Ciao...

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diamanda
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Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da diamanda » 19/10/2012, 18:24

Mister71 ha scritto:Ciao...

Dunque... memoria permettendo non mi ricordo di un periodo della nostra epoca così poco sereno: una crescente disoccupazione dovuta allo smantellamento graduale del nostro tessuto produttivo, lo spostamento della manifattura in territori meno esigenti in fatto di denaro, ma anche con meno regole per la tutela del lavoratore e della sua salute, e un generale abbassamento del livello di civiltà collettiva, mancanza di controllo del territorio, microcriminalità diffusa e libera di operare, stupri e violenze varie.

Io penso che la direzione intrapresa dal mondo non sia quella giusta, perché questa "visione capitalista" che abbiamo scelto di adottare consente a pochi di vivere più che bene e a molti di dover essere quantomeno preoccupati in continuazione. La mancanza di lavoro di per sé è già sufficiente ad ingenerare un clima di tensione, di allarme sociale, ma questo si somma alla scomparsa di valori, di regole interiorizzate, di educazione, e il prodotto finale mi sembra simile ad una scatola di fiammiferi più che sufficiente per dare fuoco ad una foresta.

Gli scandali che la nostra classe politica ci sta con molto impegno offrendo, io penso siano un ottimo esempio di decadimento morale, e una rappresentazione di quello che siamo diventati, come una sorta di impronta.
Oggi anche solo apparire moralisti sa di desueto, vecchio, fuorimoda, come fosse un tratto da debellare e non qualcosa anche minimamente da tutelare: poi però non meravigliamoci quando leggiamo che forse chi ci ha rappresentato fino a qualche tempo fa trovava "normale" andare a letto con ragazze che avrebbero potuto essere delle figlie o anche nipoti.

Aggiungiamo l'ultimo saporito ingrediente della ricetta: il suicidio di chi non regge all'impatto di una cartella esattoriale, di chi viene colpito invece che almeno tendenzialmente compreso, e l'iniziativa di qualcun altro di vivacizzare la monotona vita di una sede dell'agenzia delle entrate o di equitalia.

Ah... equitalia... Ma è vero oppure io sono in errore se dico che quando non paghi sono pronti a pignorare perfino la tua abitazione? A toglierti tutto?

Chi sta al potere, pensa sempre di essere nel giusto. Chi combatte il sistema, dal suo punto di vista (del potere) è invece il furfante della situazione. Ecco perché Gheddafi pensava che tutto il suo popolo o almeno una porzione maggioritaria fosse di colpa impazzito, comunque in torto, e non vedeva il ladrocinio da lui compiuto per 40 anni. Tant'è che quando stavano per toglierlo di mezzo, lui disse ai ribelli: "<state peccando>". E naturalmente anche gli egiziani erano tutti in torto, tranne quelli che avevano tutto da guadagnare da Mubarak e - volendo - dalle nipoti in trasferta in Italia, tutte sole di notte e bisognose di protezione e di soldi...

Insomma, quando il "sistema" si scolla dalla realtà quotidiana dei cittadini, non è più in grado di rappresentarla, anzi si muove contro gli interessi dei molti, addirittura peggiorando la situazione in alcuni casi, e aggiungiamo l'appropriazione di denaro tolto dalle nostre tasche, allora è venuto il momento di cambiarlo.

Quindi vi chiedo: secondo voi, le cose cambieranno perché chi ne è responsabile capirà di dover rimettere il moto il buonsenso in naftalina, oppure per un'altra strada, quella del fiammifero di cui dicevo prima?

In altre parole: voi pensate che le proteste di adesso siano il segno di una escalation su scala almeno nazionale, oppure che il tutto resterà a livello di "singole" iniziative a macchia di leopardo, magari perché non sappiamo più neanche cosa voglia dire "fare una guerra", siamo comunque troppo stanchi, bloccati nel traffico, impegnati a tenerci stretti al posto di lavoro - per quelli che ce l'hanno...

Magari stiamo ancora digerendo la grande abbuffata del benessere costruito in 50 anni da chi ci ha preceduto, la pancia è ancora piena, siamo satolli e anche un pò sovrappeso, ma chi ha voglia di fare la guerra. Chi? Noi?

Non è che forse dovremmo chiedere a quelli che stanno oltremare di finire dalle loro parti e di cominciare dalle nostre?

Ciao...
Credo che ci siano molte persone che la pensano come te, me per prima, ma purtroppo devo dirti che in questo momento c'è anche tantissima altra gente che ha nelle mani il suo nuovo Iphone e clicca sulle App tutto contento e non gli frega un tubo di quello che succede in Italia.
Il fatto che la classe dirigente abbia il potere di fare ciò che vuole, anche di distruggere il benessere di un intero paese, è causato anche e specialmente da tutte quelle persone che non pensano al benessere del paese, non gliene frega di chi perde il lavoro e si godono i loro supercellulari.
Capita spesso che quando parli con qualcuno che si rende conto di quello che sta accadendo ci si senta rincuorati, e se siamo in tanti a sentire questo malessere allora facciamo numero. Peccato però che davanti ani negozi di cellulari ci sia la fila, invece quando si fanno le manifestazioni davanti al parlamento non ci siano che poche persone. E dove stanno gli altri? Cosa stanno facendo?
Io sinceramente non credo che chi sta al potere pensi al bene tuo e mio, non più almeno. Adesso ciò a cui pensano è tenersi i loro lauti stipendi e continuare ad affamare la gente facendogli sognare cellulari favolosi.
C'è una operazione di marketing e di politica subdola che fa leva sui desideri inconsci della gente, che si fa manipolare in tanti modi e senza minimamente accorgersene. Purtroppo fino a quando mancherà questa fetta di persone noi altri non possiamo che stare a guardare.
L'unione si dice fa la forza, ma l'unione ancora non c'è. :(
L'alba torna sempre dopo una lunga e buia notte.

Ospite

Re: Ribellione civile, incivile... o cosa?

Messaggio da Ospite » 20/10/2012, 11:51

diamanda ha scritto:[...]
....c'è anche tantissima altra gente che ha nelle mani il suo nuovo Iphone e clicca sulle App tutto contento e non gli frega un tubo di quello che succede in Italia.

Il fatto che la classe dirigente abbia il potere di fare ciò che vuole, anche di distruggere il benessere di un intero paese, è causato anche e specialmente da tutte quelle persone che non pensano al benessere del paese, non gliene frega di chi perde il lavoro e si godono i loro supercellulari.

Io sinceramente non credo che chi sta al potere pensi al bene tuo e mio, non più almeno. Adesso ciò a cui pensano è tenersi i loro lauti stipendi e continuare ad affamare la gente facendogli sognare cellulari favolosi.
Attualmente una delle più risonanti cause dell'immobilismo generale, viene rilevata nella diffusione della tecnologia, e nell'atteggiamento quasi unanime, di irrinunciabilità ai prodotti che essa offre. Francamente mi sembra che si stia spingendo troppo su questo tasto, anche perchè io ricordo da sempre che, la gente ha comunque i propri oggetti del desiderio sui quali investire i gusti e i denari. O per lo meno questo c'è da quando in Italia hanno cominciato a girare più soldi, e la civiltà da contatida e rurale, si trasformò in quella industriale, urbana e consumistica.

Il momento di crisi, peraltro vero e incipiente, sta favorendo una ritrosia feroce contro la politica e i suoi più diretti rappresentanti, ma non credo che, 10, 20 o 30 anni fa, i nostri governanti tenessero maggiormente alla loro dignità e impegno, e si adoperassero per il bene della collettività.
La storia d'Italia è piena di scandali e sperperi commessi alle spalle della gente, che tutto sommato, la politica di quel signore di Arcore, non è altro che il degno e naturale prolungamento di decenni di inciuci, vitalizi, peculati e logiche si potere varie.

Tra l'altro se aggregazione e coscienza comune, possano essere l'imput ad un movimento popolare e generale di contrasto e rinnovamento, mi auguro questo non degeneri come avvenne negli anni 70 con le ben note forme del terrorismo e della lotta armata, che tanti danni crearono, primo fra tutti quello di rinvigorire ancora di più l'odiato potere che si voleva abbattere.