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Chi si sente di affermare di essere amico?
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mel200
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MessaggioInviato: 26 Ago 2014 alle 21:49    Oggetto: Chi si sente di affermare di essere amico? Rispondi citando

Da sempre mi sono chiesto cosa è l'amicizia e cosa ne dicesse il mio prossimo,risultato :la torre di babele...sei tu che non sei amico..ma non è vero sei invece tu a non esserlo ecc.ecc.
Mi sono chiesto se l'amicizia avesse a che fare con l'amore e mi venne in mente la parabola del seminatore.

Il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. Un'altra cadde in un suolo roccioso dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; ma quando il sole si levò, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. Un'altra cadde fra le spine; le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto. Altre parti caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno».

Fù così che da tempo ho pensato che l'amicizia sia un logos,una dimensione ove ha per leggi la sincerità,l'amore, l'altruismo e non riconosce chi compie pensieri ed azioni avverse a queste regole.
Per essere amico è necessario essere cittadino di questo logos,come io vivendo in catania sono catanese.
Quindi amico sì è e non si diventa con la frequenza e non esiste amico mio,amico nostro.
Gli amici possono riconoscerci sin dal primo momento che si incontrano
con la stessa facilità come io riconosco un mio concittadino appena apre bocca e non può mai ingannarmi.

Detto questo..ci riteniamo di essere amici o crediamo di esserlo in buona
fede?
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Etere
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MessaggioInviato: 26 Ago 2014 alle 22:49    Oggetto: Re: CHI SI SENTE DI AFFERMARE DI ESSERE AMICO? Rispondi citando

mel200 ha scritto:

Mi sono chiesto se l'amicizia avesse a che fare con l'amore e mi venne in mente la parabola del seminatore.

Il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. Un'altra cadde in un suolo roccioso dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; ma quando il sole si levò, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. Un'altra cadde fra le spine; le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto. Altre parti caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno».

Fù così che da tempo ho pensato che l'amicizia sia un logos,una dimensione ove ha per leggi la sincerità,l'amore, l'altruismo e non riconosce chi compie pensieri ed azioni avverse a queste regole.


Quando leggo questa parabola mi viene in mente soltanto che il messaggio è come al solito minaccioso (se non comprendi, etc., la parola di...). Solo se sarai ossequioso potrai arricchirti seminando.
Infatti la parabola prosegue in questa direzione:

Matteo 13,18-23:
18 Voi dunque intendete la parabola del seminatore: 19 tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. 20 Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia, 21 ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato. 22 Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto. 23 Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta).

Senza contare poi che "cosa" semina il seminatore...nel testo non è specificato. Magari semina intolleranza... Occhiolino In questo caso ben vengano uccelli, suolo roccioso e spine Risata
Comunque, parabole a parte, l'amicizia vera, quella senza infingimenti, è rara e comunque, in ogni caso, bisogna avere pazienza nel coltivarla (che banalità che scrivo...sarà per questo motivo che non posto mai nella sezione "Amicizia" del forum Risata ).
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mel200
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MessaggioInviato: 27 Ago 2014 alle 13:46    Oggetto: Re: CHI SI SENTE DI AFFERMARE DI ESSERE AMICO? Rispondi citando

Etere ha scritto:
[...]



Quando leggo questa parabola mi viene in mente soltanto che il messaggio è come al solito minaccioso (se non comprendi, etc., la parola di...). Solo se sarai ossequioso potrai arricchirti seminando.
Infatti la parabola prosegue in questa direzione:

Matteo 13,18-23:
18 Voi dunque intendete la parabola del seminatore: 19 tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. 20 Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia, 21 ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato. 22 Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto. 23 Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta).

Senza contare poi che "cosa" semina il seminatore...nel testo non è specificato. Magari semina intolleranza... Occhiolino In questo caso ben vengano uccelli, suolo roccioso e spine Risata
Comunque, parabole a parte, l'amicizia vera, quella senza infingimenti, è rara e comunque, in ogni caso, bisogna avere pazienza nel coltivarla (che banalità che scrivo...sarà per questo motivo che non posto mai nella sezione "Amicizia" del forum Risata ).


--------------------
Grazie per la risposta.
Comunque una piccola riflessione:
E' forse una minaccia dire che per avere una cattedra di insegnamento occorre avere una laurea,che per avere i soldi per vivere occorre lavorare,che per pulirsi il viso bisogna lavarsi..altrimenti avremmo
professori deficienti,ladri e viso sporco proprio a causa dell'intolleranza
delle regole della vita.
Potrebbe sembrare una banalità ma molto è legato al concetto di libertà
che moltissimi intendono "fare ciò che si pensa" e tutti costoro sono quelli
che intendono le regole come "schiavitù" e come risultato:
guerre,inimicizie,stup ri,scambiare il coniuge per bancomat,malversazioni  ,arrivismo ecc.ecc.
E' vero che siamo fallibili ma siamo anche perfettibili e dobbiamo imparare
ad essere col tempo dei veri uomini e per esserlo non confondere la regola con la minaccia.Tutti sappiamo che guidare in autostrada a 200 km
orari in controsenzo produce incidentie la minaccia sta nel pretenderlo e non nella regola del traffico.
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tempest
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MessaggioInviato: 27 Ago 2014 alle 15:21    Oggetto: Re: Chi si sente di affermare di essere amico? Rispondi citando

mel200 ha scritto:
Da sempre mi sono chiesto cosa è l'amicizia e cosa ne dicesse il mio prossimo,risultato :la torre di babele...sei tu che non sei amico..ma non è vero sei invece tu a non esserlo ecc.ecc.
Mi sono chiesto se l'amicizia avesse a che fare con l'amore e mi venne in mente la parabola del seminatore.

Il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. Un'altra cadde in un suolo roccioso dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; ma quando il sole si levò, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. Un'altra cadde fra le spine; le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto. Altre parti caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno».

Fù così che da tempo ho pensato che l'amicizia sia un logos,una dimensione ove ha per leggi la sincerità,l'amore, l'altruismo e non riconosce chi compie pensieri ed azioni avverse a queste regole.
Per essere amico è necessario essere cittadino di questo logos,come io vivendo in catania sono catanese.
Quindi amico sì è e non si diventa con la frequenza e non esiste amico mio,amico nostro.
Gli amici possono riconoscerci sin dal primo momento che si incontrano
con la stessa facilità come io riconosco un mio concittadino appena apre bocca e non può mai ingannarmi.

Detto questo..ci riteniamo di essere amici o crediamo di esserlo in buona
fede?


non so s eho capito benissimo il sneso del post...proviamo...

Sulla parte evidenziata non sono d'accordo. Per capire se uno è un amico ci vuole tempo, al primo incontro che cosa si può dire di chi si ha davanti? Che è simpatico o no, socievole o no...ma per comprendere se ciò che citi ( "sincerità, amore, altruismo" ) albergano in una persona, il tempo ci vuole.

Per rispondere invece all'ultima domanda... ritengo io di essere "amica"? Prima bisogna specificare amica di chi? Ci sono gradi nell'amicizia, secondo me, posso essere amica per fare compagnia, per dare conforto o amica per dare la vita per salvare un amico... le sfumature sono tante.
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Ares.87
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MessaggioInviato: 27 Ago 2014 alle 17:41    Oggetto: Re: Chi si sente di affermare di essere amico? Rispondi citando

mel200 ha scritto:
Da sempre mi sono chiesto cosa è l'amicizia e cosa ne dicesse il mio prossimo,risultato :la torre di babele...sei tu che non sei amico..ma non è vero sei invece tu a non esserlo ecc.ecc.
Mi sono chiesto se l'amicizia avesse a che fare con l'amore e mi venne in mente la parabola del seminatore.

Il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. Un'altra cadde in un suolo roccioso dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; ma quando il sole si levò, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. Un'altra cadde fra le spine; le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto. Altre parti caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno».

Fù così che da tempo ho pensato che l'amicizia sia un logos,una dimensione ove ha per leggi la sincerità,l'amore, l'altruismo e non riconosce chi compie pensieri ed azioni avverse a queste regole.
Per essere amico è necessario essere cittadino di questo logos,come io vivendo in catania sono catanese.
Quindi amico sì è e non si diventa con la frequenza e non esiste amico mio,amico nostro.
Gli amici possono riconoscerci sin dal primo momento che si incontrano
con la stessa facilità come io riconosco un mio concittadino appena apre bocca e non può mai ingannarmi.

Detto questo..ci riteniamo di essere amici o crediamo di esserlo in buona
fede?


Difficile rispondere alla tua domanda perché io potrei dire cosa secondo me significa essere un buon amico e comportarmi di conseguenza, ma non vuol dire che ciò sia valido in generale o che darò sempre lo stesso significato all'amicizia...

Se essere amico significa cercarsi costantemente, non sono un buon amico.
Se essere amico significa esserci nel momento del bisogno, credo di essere un buon amico.
Se essere amico significa essere disposto a fare qualunque cosa per un amico, non sono un buon amico.

A volte penso che avrei dovuto fare o dire qualcosa di più nei confronti di un mio caro amico in particolare per evitare che sprofondasse in un "relativo" baratro. La maggior parte delle volte però mi auto-assolvo da questa accusa perché comunque non è che si può badare alla vita degli altri, nemmeno degli amici più cari.
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Etere
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MessaggioInviato: 27 Ago 2014 alle 21:12    Oggetto: Re: CHI SI SENTE DI AFFERMARE DI ESSERE AMICO? Rispondi citando

mel200 ha scritto:
[...]



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Grazie per la risposta.
Comunque una piccola riflessione:
E' forse una minaccia dire che per avere una cattedra di insegnamento occorre avere una laurea,che per avere i soldi per vivere occorre lavorare,che per pulirsi il viso bisogna lavarsi..altrimenti avremmo
professori deficienti,ladri e viso sporco proprio a causa dell'intolleranza
delle regole della vita.
Potrebbe sembrare una banalità ma molto è legato al concetto di libertà
che moltissimi intendono "fare ciò che si pensa" e tutti costoro sono quelli
che intendono le regole come "schiavitù"

Innanzitutto, la parabola del seminatore non dice chiaro e tondo che per esempio "per avere una cattedra di insegnamento occorre avere una laurea", etc., ma è discriminatoria: Matteo 13, 10-13: 10 Allora i discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?» 11 Egli rispose loro: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato. 12 Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha sarà tolto anche quello che ha. 13 Per questo parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono né comprendono ). In secondo luogo entrano in scena sempre i soliti spauracchi agitati da Matteo: il maligno, l'inganno della ricchezza. ecc. Non mi sembra che questo abbia qualcosa da spartire con le regole della vita. Il fine del messaggio veicolato dalla parabola (da tutte le parabole cristiane) è minacciare che chi non ascolterà, non comprenderà, non osserverà la Parola potrà "scordarsi" il Regno dei cieli. Rassegnato
Detto questo, capisco il senso del tuo discorso, ma la parabola del seminatore in tutta sincerità non mi sembra molto indicata per trattare il tema dell'amicizia. Perdona la franchezza.Occhiolino
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mel200
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MessaggioInviato: 28 Ago 2014 alle 23:55    Oggetto: Re: CHI SI SENTE DI AFFERMARE DI ESSERE AMICO? Rispondi citando

Etere ha scritto:
[...]


Innanzitutto, la parabola del seminatore non dice chiaro e tondo che per esempio "per avere una cattedra di insegnamento occorre avere una laurea", etc., ma è discriminatoria: Matteo 13, 10-13: 10 Allora i discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?» 11 Egli rispose loro: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato. 12 Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha sarà tolto anche quello che ha. 13 Per questo parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono né comprendono ). In secondo luogo entrano in scena sempre i soliti spauracchi agitati da Matteo: il maligno, l'inganno della ricchezza. ecc. Non mi sembra che questo abbia qualcosa da spartire con le regole della vita. Il fine del messaggio veicolato dalla parabola (da tutte le parabole cristiane) è minacciare che chi non ascolterà, non comprenderà, non osserverà la Parola potrà "scordarsi" il Regno dei cieli. Rassegnato
Detto questo, capisco il senso del tuo discorso, ma la parabola del seminatore in tutta sincerità non mi sembra molto indicata per trattare il tema dell'amicizia. Perdona la franchezza.Occhiolino

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1-Chiarisco meglio:
Non si può esercitare nessuna professione senza la conoscenza..lo fanno solo gli impostori.
2-Per quanto concerne la parabola non ci sono minacce ma informazione
che per meritarsi il "Regno dei cieli" ci vuole la volontà e la capacità della relativa purezza..altrimenti le porte sarebbero aperte a tutti..sarebbe
giustizia fare entrare chi ha commesso crimini e malversazioni?
3-Per quanto concerne l'amicizia è vero ci vuole tempo a riconoscere
se la persona che abbiamo incontrata è un amico ma è proprio il tempo che occorre che ci dice che noi stessi non siamo amici..è come dire che se incontriamo un amico e non lo riconosciamo ciò significa che chi non lo riconosce non è amico di nessuno(fate la prova ad andare a comprare il pesce..solo chi ne conosce la freschezza compra bene..chi dubita e vuole
tempo perde il treno o compra male.
Quindi mi ripeto:se prima non si diventa cittadini del logos dell'amicizia
non possiamo avere il titolo di "amico"
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MessaggioInviato: 29 Ago 2014 alle 20:51    Oggetto: Re: CHI SI SENTE DI AFFERMARE DI ESSERE AMICO? Rispondi citando

mel200 ha scritto:
[...]


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1-Chiarisco meglio:
Non si può esercitare nessuna professione senza la conoscenza..lo fanno solo gli impostori.
2-Per quanto concerne la parabola non ci sono minacce ma informazione
che per meritarsi il "Regno dei cieli" ci vuole la volontà e la capacità della relativa purezza..altrimenti le porte sarebbero aperte a tutti..sarebbe
giustizia fare entrare chi ha commesso crimini e malversazioni?
3-Per quanto concerne l'amicizia è vero ci vuole tempo a riconoscere
se la persona che abbiamo incontrata è un amico ma è proprio il tempo che occorre che ci dice che noi stessi non siamo amici..è come dire che se incontriamo un amico e non lo riconosciamo ciò significa che chi non lo riconosce non è amico di nessuno(fate la prova ad andare a comprare il pesce..solo chi ne conosce la freschezza compra bene..chi dubita e vuole
tempo perde il treno o compra male.
Quindi mi ripeto:se prima non si diventa cittadini del logos dell'amicizia
non possiamo avere il titolo di "amico"

Lasciamo decantare il discorso dell'impostore che racconta parabole. Non tiriamola per le lunghe. Piuttosto, non capisco cosa ci azzecca il pesce fresco Rassegnato . Spiegati meglio...parli forse di una determinata predisposizione d'animo che si dovrebbe avere nei confronti degli altri?
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mel200
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MessaggioInviato: 01 Set 2014 alle 00:23    Oggetto: Re: CHI SI SENTE DI AFFERMARE DI ESSERE AMICO? Rispondi citando

Etere ha scritto:
[...]


Lasciamo decantare il discorso dell'impostore che racconta parabole. Non tiriamola per le lunghe. Piuttosto, non capisco cosa ci azzecca il pesce fresco Rassegnato . Spiegati meglio...parli forse di una determinata predisposizione d'animo che si dovrebbe avere nei confronti degli altri?

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MessaggioInviato: 12 Set 2014 alle 11:15    Oggetto: Re: Chi si sente di affermare di essere amico? Rispondi citando

mel200 ha scritto:
Da sempre mi sono chiesto cosa è l'amicizia e cosa ne dicesse il mio prossimo,risultato :la torre di babele...sei tu che non sei amico..ma non è vero sei invece tu a non esserlo ecc.ecc.
Mi sono chiesto se l'amicizia avesse a che fare con l'amore e mi venne in mente la parabola del seminatore.

Il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. Un'altra cadde in un suolo roccioso dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; ma quando il sole si levò, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. Un'altra cadde fra le spine; le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto. Altre parti caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno».

Fù così che da tempo ho pensato che l'amicizia sia un logos,una dimensione ove ha per leggi la sincerità,l'amore, l'altruismo e non riconosce chi compie pensieri ed azioni avverse a queste regole.
Per essere amico è necessario essere cittadino di questo logos,come io vivendo in catania sono catanese.
Quindi amico sì è e non si diventa con la frequenza e non esiste amico mio,amico nostro.
Gli amici possono riconoscerci sin dal primo momento che si incontrano
con la stessa facilità come io riconosco un mio concittadino appena apre bocca e non può mai ingannarmi.

Detto questo..ci riteniamo di essere amici o crediamo di esserlo in buona
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io mi ritengo di essere un ottima amica ..ma purtroppo piu passa il tempo e mi accorgo che si abusa di questa parole
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