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27/1: "Giorno della memoria"
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MarioPV
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MessaggioInviato: 27 Gen 2012 alle 19:32    Oggetto: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

Come saprete oggi è il "Giorno della memoria" per ricordare la Shoah e lo sterminio degli ebrei. Ma io mi chiedo e vi chiedo: quali furono le cause ideologiche? Perchè Hitler ce l'aveva con gli ebrei? Una ecatombe del genere deve pur avere avuto una motivazione a sorreggerla... Come mai non ne parla nessuno?
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Marcello80
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MessaggioInviato: 27 Gen 2012 alle 20:03    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

MarioPV ha scritto:
Come saprete oggi è il "Giorno della memoria" per ricordare la Shoah e lo sterminio degli ebrei. Ma io mi chiedo e vi chiedo: quali furono le cause ideologiche? Perchè Hitler ce l'aveva con gli ebrei? Una ecatombe del genere deve pur avere avuto una motivazione a sorreggerla... Come mai non ne parla nessuno?


Ma tu pensa... proprio ieri stavo argomentando con un amico circa la giornata di oggi. Si parlava riguardo ai negazionisti, quel gruppo di persone che nega l'olocausto. In alcuni paesi è un reato negare l'olocausto e meno male ci siano giorni come questo che ci fanno ricordare le barbarie umane fino a che punto possono arrivare.

Per quanto riguarda le cause ideologiche, Hitler era un pazzo scatenato, fomentato dalla propria ideologia nazionalista, condita da ricerche esoteriche.

Non ce l'aveva solo con gli ebrei. Quando si parla dei campi di concentramento il pensiero va subito agli ebrei e sarebbe bene ricordare che in quell'ecatombe, insieme agli ebrei, furono coinvolte anche tante e tanti altri gruppi e persone che venivano rinchiuse in quei campi o per diversità secondo le teorie naziste, o per non aver giurato fedeltà a quello che fu o voleva essere il terzo reich.
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tarabas
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MessaggioInviato: 28 Gen 2012 alle 11:46    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

MarioPV ha scritto:
Come saprete oggi è il "Giorno della memoria" per ricordare la Shoah e lo sterminio degli ebrei. Ma io mi chiedo e vi chiedo: quali furono le cause ideologiche? Perchè Hitler ce l'aveva con gli ebrei? Una ecatombe del genere deve pur avere avuto una motivazione a sorreggerla... Come mai non ne parla nessuno?


Ho visitato Berlino l'anno scorso, Hitler ce l'aveva con i preti, omosessuali, diversi in genere...

Si ricorda anche con un ensiero silenzioso, una preghiera...
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The Etherealmirror
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MessaggioInviato: 29 Gen 2012 alle 17:58    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

Marcello80 ha scritto:
[...]



"Mein Kampf (La mia battaglia) è il libro nel quale Adolf Hitler delineò il programma del partito nazista

Ho letto questo libro quando ero giovanissimo. In realtà, nel "Mein Kampf ", Hitler non espose il suo programma politico: non si tratta dunque di un manifesto programmatico. Hitler si scaglia nel M.K. contro la classe politica tedesca (debole e corrotta a suo avviso) che ha accettato le condizioni vessatorie del trattato di Versailles del 1919, descrive la nascita del suo movimento, le prime riunioni nelle affollate birrerie di Monaco di Baviera, le rozze forze di sicurezza che vigilavano, con modi spicci, su questi convegni politici (forze che furono il germe delle future SS). Tutto Il discorso è poi infarcito di violente uscite contro ebrei, zingari ecc. In generale è un libro mediocre: l’unica cosa che ho trovato discretamente interessante è il resoconto dei primi passi del movimento neonazista.
Il sentimento antiebraico (come anche il sogno del pangermanesimo) era latente in Germania ancor prima dell’avvento di Hitler (per esempio, dato che è stato nominato Nietzsche, si ricorderà l’antisemitismo di suo cognato, antisemitismo avversato dallo stesso Nietzsche in pessimi rapporti con il marito di sua sorella). Hitler ha purtroppo drammaticamente incarnato questo sentimento esasperandolo all’ennesima potenza: ne seguì la tristemente nota soluzione finale. Hitler era un malato di mente che seguiva le ridicole teorie antiscientifiche sulla razza di Gobineau ("Saggio sulla diseguaglianza delle razze umane"), che sfruttando la situazione che si era venuta a creare in un periodo storico buio per la storia e l’economia tedesca (alcuni storici hanno detto che la seconda guerra mondiale è iniziata con il trattato di Versailles…ricordo a questo proposito le profezie poi avveratesi del grande economista Keynes) è riuscito a salire al potere. La propaganda di Goebbels e l'immenso apparato delle SS (lo Stato nello Stato) hanno fatto il resto.
Il fatto che “ La mia battaglia” (persa per fortuna nostra) abbia avuto milioni di lettori non significa nulla.
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lolletta
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MessaggioInviato: 05 Feb 2012 alle 12:43    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

MarioPV ha scritto:
Come saprete oggi è il "Giorno della memoria" per ricordare la Shoah e lo sterminio degli ebrei. Ma io mi chiedo e vi chiedo: quali furono le cause ideologiche? Perchè Hitler ce l'aveva con gli ebrei? Una ecatombe del genere deve pur avere avuto una motivazione a sorreggerla... Come mai non ne parla nessuno?


Ciao, secondo me le cause dell'accanimento contro gli ebrei furono in parte anche economiche visto che la Germania era uscita dalla prima guerra mondiale indebolita e impoverita, c'era un malessere ed un malcontento generale.. gli ebrei un certo benessere economico ce l'avevano comunque non c'é giustificazione a quella follia che poi ha investito tutti quelli che erano "diversi" o che non la pensavano come il regime.. vedere i documentari dei campi è una sofferenza dell'anima.
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londra
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MessaggioInviato: 03 Mar 2012 alle 21:01    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

MarioPV ha scritto:
Come saprete oggi è il "Giorno della memoria" per ricordare la Shoah e lo sterminio degli ebrei. Ma io mi chiedo e vi chiedo: quali furono le cause ideologiche? Perchè Hitler ce l'aveva con gli ebrei? Una ecatombe del genere deve pur avere avuto una motivazione a sorreggerla... Come mai non ne parla nessuno?


Le cause non furono ideologiche ma ESCLUSIVAMENTE economiche. La Germania, dopo la Prima Guerra Mondiale, fu condannata a ripagare tutti i danni di guerra che aveva provocato. Gli ebrei in quel momento avevano un forte potere economico, che gli derivava da tempi antichissimi (commercianti per eccellenza). La bella idea di Hitler fu quella di privarli di tutti gli averi e così costruì quella idea collettiva che si chiamò Nazionalsocialismo etc etc.
Ma arriviamo all'epoca contemporanea: agli ebrei sono state fatte molte concessioni dagli Stati Uniti, in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Il cosiddetto popolo di Sion ha così potuto organizzarsi e soprattutto armarsi. Israele vanta attualmente il PIU' POTENTE esercito al mondo. E tanto basterebbe a toccarsi le...ehm a toccare ferro, se non fosse che sta praticando, ormai da oltre 60 anni, il lavaggio del cervello a tutto il mondo con questa faccenda della Giornata della Memoria. Se si stanno moltiplicando i negazionisti è solo come reazione al fatto che qualcuno si sta svegliando e sta vedendo cosa sta accadendo realmente e cosa sta facendo il popolo di Sion ai suoi vicini (palestinesi), nonché cosa sta "preparando" e nascondendo a tutto il resto del mondo. Io la vedo male, 'sta storia...Molto male...
La giornata della memoria...altro che la giornata della memoria della Shoà! Sarebbe necessario ricordare ogni santo giorno cosa stanno facendo ai palestinesi OGGI!
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The Etherealmirror
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MessaggioInviato: 05 Mar 2012 alle 21:14    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

londra ha scritto:
[...]



Le cause non furono ideologiche ma ESCLUSIVAMENTE economiche.

Ma arriviamo all'epoca contemporanea: agli ebrei sono state fatte molte concessioni dagli Stati Uniti, in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Il cosiddetto popolo di Sion ha così potuto organizzarsi e soprattutto armarsi. Israele vanta attualmente il PIU' POTENTE esercito al mondo. E tanto basterebbe a toccarsi le...ehm a toccare ferro, se non fosse che sta praticando, ormai da oltre 60 anni, il lavaggio del cervello a tutto il mondo con questa faccenda della Giornata della Memoria. Se si stanno moltiplicando i negazionisti è solo come reazione al fatto che qualcuno si sta svegliando e sta vedendo cosa sta accadendo realmente e cosa sta facendo il popolo di Sion ai suoi vicini (palestinesi), nonché cosa sta "preparando" e nascondendo a tutto il resto del mondo. Io la vedo male, 'sta storia...Molto male...
La giornata della memoria...altro che la giornata della memoria della Shoà! Sarebbe necessario ricordare ogni santo giorno cosa stanno facendo ai palestinesi OGGI!

La questione era puramente razziale...non si gasano o cremano milioni di individui solo per riuscire a ripagare i danni della Grande Guerra Rassegnato

Bisogna avere più rispetto per chi ha perso la vita nei campi di sterminio anzichè lasciarsi andare a discutibili considerazioni di carattere ideologico (o settario) azzardando improbabili paralleli con la storia dei palestinesi (verso i quali comunque mi sento solidale).
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Marcello80
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MessaggioInviato: 05 Mar 2012 alle 23:32    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

londra ha scritto:
[...]



Le cause non furono ideologiche ma ESCLUSIVAMENTE economiche. La Germania, dopo la Prima Guerra Mondiale, fu condannata a ripagare tutti i danni di guerra che aveva provocato. Gli ebrei in quel momento avevano un forte potere economico, che gli derivava da tempi antichissimi (commercianti per eccellenza). La bella idea di Hitler fu quella di privarli di tutti gli averi e così costruì quella idea collettiva che si chiamò Nazionalsocialismo etc etc.
Ma arriviamo all'epoca contemporanea: agli ebrei sono state fatte molte concessioni dagli Stati Uniti, in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Il cosiddetto popolo di Sion ha così potuto organizzarsi e soprattutto armarsi. Israele vanta attualmente il PIU' POTENTE esercito al mondo. E tanto basterebbe a toccarsi le...ehm a toccare ferro, se non fosse che sta praticando, ormai da oltre 60 anni, il lavaggio del cervello a tutto il mondo con questa faccenda della Giornata della Memoria. Se si stanno moltiplicando i negazionisti è solo come reazione al fatto che qualcuno si sta svegliando e sta vedendo cosa sta accadendo realmente e cosa sta facendo il popolo di Sion ai suoi vicini (palestinesi), nonché cosa sta "preparando" e nascondendo a tutto il resto del mondo. Io la vedo male, 'sta storia...Molto male...
La giornata della memoria...altro che la giornata della memoria della Shoà! Sarebbe necessario ricordare ogni santo giorno cosa stanno facendo ai palestinesi OGGI!


Mi tratterei dal definire coloro che aderiscono all'ideologia negazionista come a persone che si stanno svegliando. Il negazionismo illustra una ideologia sofisticata. Non nega semplicisticamente avvenimenti accaduti, ma mette in discussione l'unicità spesso dichiarata. E' un fatto innegabile che nei campi di concentramento sono morti milioni di persone, non solo ebree. Se poi consideri la giornata della memoria come una misura politica presa per rafforzare Israele, a questo non so cosa dire.
Però, vorrei farti una domanda. Quando dici che con questa giornata della memoria Israele sta facendo da 60 anni il lavaggio del cervello al mondo, cosa intendi di preciso?
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londra
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MessaggioInviato: 13 Mar 2012 alle 13:29    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

Marcello80 ha scritto:
[...]



Mi tratterei dal definire coloro che aderiscono all'ideologia negazionista come a persone che si stanno svegliando. Il negazionismo illustra una ideologia sofisticata. Non nega semplicisticamente avvenimenti accaduti, ma mette in discussione l'unicità spesso dichiarata. E' un fatto innegabile che nei campi di concentramento sono morti milioni di persone, non solo ebree. Se poi consideri la giornata della memoria come una misura politica presa per rafforzare Israele, a questo non so cosa dire.
Però, vorrei farti una domanda. Quando dici che con questa giornata della memoria Israele sta facendo da 60 anni il lavaggio del cervello al mondo, cosa intendi di preciso?


Ci fanno rimanere legati a quell'idea di dolore e di sterminio affinchè non vediamo quello che stanno facendo oggi. Per quanto riguarda "quello che stanno facendo oggi", hai ampie possibilità di scoprirlo anche solo cercando su Google: fai prima e fai meglio che se te lo spiego io Sorriso felice
Non ho capito da quale parte del mio scritto evinci che io definisca il negazionismo come un'ideologia che "nega semplicisticamente gli avvenimenti accaduti". Ma ti ringrazio per la spiegazione perchè può essere utile a chi legge. Il Negazionismo abbraccia una fascia più ampia rispetto a quello che la sola parola "negazione" sta ad indicare, annoverando tra le sue fila anche coloro che, pur affermando il verificarsi degli eventi ricordati nella shoà, sono sensibili agli sviluppi storici negativi di tali eventi. E io sono tra questi. Tuttavia, non mi considero esattamente una "negazionista" ma più una "mi sono rotta di 'sta storia, mo' basta" Risata
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londra
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MessaggioInviato: 13 Mar 2012 alle 13:40    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

The Etherealmirror ha scritto:
[...]


La questione era puramente razziale...non si gasano o cremano milioni di individui solo per riuscire a ripagare i danni della Grande Guerra Rassegnato

Bisogna avere più rispetto per chi ha perso la vita nei campi di sterminio anzichè lasciarsi andare a discutibili considerazioni di carattere ideologico (o settario) azzardando improbabili paralleli con la storia dei palestinesi (verso i quali comunque mi sento solidale).


Non si gasano o cremano milioni di persone solo per "ripulire una razza", direi io. E aggiungo che per i soldi si fa tutto perchè sono i soldi a reggere il mondo e se non hai capito questo...

In quanto alla storia, essa non è un'opinione personale, ma un'analisi scientifica. La storia nasce da una concatenazione di eventi di varia natura e per conoscerla bisogna studiarla da varie angolazioni. Gli "improbabili paralleli con la storia dei palestinesi" cui fai cenno , denotano una tua mancanza di studio della storia a livello base, eppure parliamo di eventi di storia contemporanea (successivi alla II G.M.), roba che si studia alla scuola dell'obbligo. Potrebbe esserti utile un piccolo aggiornamento, tanto per sapere cosa succede nel mondo oggi Sorriso felice
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The Etherealmirror
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MessaggioInviato: 13 Mar 2012 alle 14:25    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

londra ha scritto:
[...]


La storia nasce da una concatenazione di eventi di varia natura e per conoscerla bisogna studiarla da varie angolazioni. Gli "improbabili paralleli con la storia dei palestinesi" cui fai cenno , denotano una tua mancanza di studio della storia a livello base, eppure parliamo di eventi di storia contemporanea (successivi alla II G.M.), roba che si studia alla scuola dell'obbligo.

Non ti confondere: ho parlato di "paralleli" (improbabili) che hai azzardato per ragioni puramente ideologiche. Non ho detto che l'individuazione del nuovo focolare intorno a cui avrebbe dovuto raccogliersi quel che restava degli ebrei superstiti in Europa dopo la seconda guerra mondiale non abbia condizionato le sorti della gente palestinese... cortesemente leggi
prestando più attenzione.
Inoltre, sei proprio sicura che:
"Se si stanno moltiplicando i negazionisti è solo come reazione al fatto che qualcuno si sta svegliando e sta vedendo cosa sta accadendo realmente e cosa sta facendo il popolo di Sion ai suoi vicini palestinesi".
Ma, perdonami, cosa significa? Che da ciò trae origine la ricerca (spesso pseudo-ricerca) dei negazionisti? Che, in sostanza, se "il popolo di Sion" non avesse fatto quello che tu dici ai palestinesi, il negazionista sarebbe rimasto "dormiente"?
Ma per piacere... Risata
Concordo infine con Marcello quando dice che: "mi tratterei dal definire coloro che aderiscono all'ideologia negazionista come a persone che si stanno svegliando".

Concludendo, hai ragione quando sostieni che: "la storia nasce da una concatenazione di eventi di varia natura e per conoscerla bisogna studiarla da varie angolazioni": il punto è che probabilmente hai scelto di interpretarla da una sola angolazione...quella ideologica.
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Etere
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MessaggioInviato: 27 Gen 2014 alle 21:39    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

MarioPV ha scritto:
Come saprete oggi è il "Giorno della memoria" per ricordare la Shoah e lo sterminio degli ebrei


Il poeta Paul Celan perse i genitori nel campo di concentramento di Michailovka.

Paul Celan, "Salmo":

Nessuno più c’impasta di terra e argilla,
nessuno soffia sulla nostra polvere.
Nessuno.
Lodato sii, Nessuno.
Per amor tuo vogliamo
fiorire.
Al tuo
cospetto.
Un Nulla noi
siamo stati, siamo, resteremo, fiorendo:
la rosa di Nulla -,
la rosa di Nessuno.
Con
il pistillo anima chiara,
lo stemma cielo deserto,
la rossa corona,
per la parola purpurea, che abbiamo
cantato sopra, oh sopra
la spina
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MessaggioInviato: 28 Gen 2014 alle 14:45    Oggetto: Rispondi citando

qui a seguito posto un pensiero di un'amica dopo una suo viaggio in Polonia:

A Giugno eravamo in Polonia - e precisamente a Cracovia - per una Conference annuale di........... . Io facevo parte del Board dell’ Associazione, dopo essere stata di ........ Presidente nel 2005/2006, ergo dovevo esserci.
E poi Cracovia molto mi attirava .
Tre giorni di lavori intensi nella locale Università politecnica, ma anche qualche spazio per visitare la bellissima città.
Alla sera, dopo gli eventi sociali del Programma della Conference, momenti allegri in compagnia degli amici : serate che immancabilmente si concludevano con lunghissime bevute di birra in qualche bar all’ aperto tra le centinaia che ci sono in estate a Cracovia nella immensa piazza centrale della città : affollata di migliaia e migliaia di persone, in prevalenza giovani, e complice un tempo ben più che estivo e addirittura troppo caldo.
Io, molto più anziana della media degli amici, volentieri mi “ assoggettavo” alle loro performance , bevendo qualche bicchiere di vino bianco, e lasciandoli poi lì per tornare non troppo tardi al mio albergo, che per fortuna era round the corner .
-Vai i domani ad Auschwitz ? ( era questa una delle “ visite” che gli organizzatori avevano programmato al termine della Conference).
-No, no. Non l’ ho prenotata. Non ce la faccio, troppo triste, troppo dolore. Farò un giro in taxi nel “ quartiere operaio” della periferia di Cracovia , quello costruito in epoca Stalin. Mi interessa molto.
La notte non fu serena ( ma Santo Iddio, sei qui, a 60 chilometri da Auschwitz, quando mai tornerai a Cracovia, e ad Auschwitz non hai il coraggio di andarci ? Paola, ma che razza di carattere hai? Paola, smettila, vacci, vacci, VACCI, VACCIIIII !!! ).
Al mattino presto ero davanti all’ Università, alla partenza del pullman per Auschwitz. Posso comperare ancora un ticket? Yes, you can, some places left.
Eravamo una quarantina di amici, a bordo del pullmann. L’ atmosfera era piacevole, ci scambiavamo real estate chats e simpatici comuni ricordi di passati congressi. Le due ore che il viaggio richiedeva ( ok, circa 60 chilometri, ma una strada statale di quelle che vi raccomando…) passarono in fretta. Poi arrivammo al parcheggio dei pullmann e poi di lì attraversammo il famoso cancello, con la famosa scritta.
La prima sensazione fu di stupore : come è piccolo,il cancello, misura solo qualche metro …
Ci accompagnava una ragazza giovane e molto carina – una delle Guide autorizzate. Parlava un inglese perfetto e melodioso e ci condusse, sempre con quell’ inglese melodioso, in un percorso degli orrori che durò chilometri e ore. Visitammo tutto il visitabile – molti di noi non riuscivano a trattenere le lacrime – ma non vi descrivo quanto vedemmo, perché non si può descrivere.
Solo un flash si impone: la signora moglie del Comandante del Campo ( e questa è storia) amava dire che Auschwitz per lei « era un Paradiso» . Viveva ella infatti tra gli ori, gli argenti e i merletti che circa due milioni di persone ( la cifra non sarà mai certa) avevano ingenuamente portato con sé nel viaggio, oggetti di valore che naturalmente erano stati loro sequestrati prima di farli passare per il camino.
Fuggì, la signora, appena prima dell’ arrivo dei russi . Ma fu rintracciata qualche anno dopo, e giustiziata, come fu giustiziato- prima di lei, mediante impiccagione - il Comandante del Campo: nella stessa “ area forche “ ove egli tanto si divertiva a veder penzolare le vittime.
Terminò la visita ad Auschwitz, e l’ ora di pranzo era passata da un pezzo. Uscendo dall’ orrore, alcuni di noi si precipitarono all’ unico chiosco a comperare qualche bottiglia d’ acqua minerale ( faceva un caldo spaventoso). Altri andammo al Book shop.
Uno si lamentò. Ma insomma, qui non c’è niente da mangiare. Lo guardai furibonda.
-Ma dopo quello che hai visto, hai voglia di mangiare ???
Non replicò.
Una breve sosta e poi –qualche minuto di pullmann, e sempre con la nostra Guida dalla melodiosa voce- eccoci a Birkenau .
La nostra Guida ci avverte : vedrete poco, perché all’ arrivo dei russi cercarono di distruggere tutto, ma quel poco che vedrete vi basterà : «In confronto, Auschwitz era quasi un resort ».
Mio Dio, se aveva ragione.
Dalla preservata torretta di avvistamento si spazia su quello che era stato il più esteso Konzentrationslager dell'intero universo concentrazionario nazista : arrivò a contare fino a oltre 150.000 prigionieri contemporaneamente presenti.
L’ orrore si aggiunge all’ orrore , soprattutto quando ci accompagnano a vedere le latrine che, nella fuga, i nazisti non erano riusciti a distruggere: un percorso infinito di buche lapidee a cielo aperto, centinaia e centinaia , dove i prigionieri – prima della vita – perdevano giorno dopo giorno la dignità della dimensione umana. «Qui stavano bene solo le pulci e gli altri insetti» conclude la voce melodiosa alla quale - mentre ancora visitavamo il Book shop ( altro non c’ era) chiedevo:
-Ma Lei, ha avuto parenti o amici che hanno perso la vita qui?
-Tutti noi che facciamo le Guide abbiamo perso qui parenti e amici, è per questo che facciamo questo nostro servizio. Perché la gente che viene qui non dimentichi .
L’ abbraccio piangendo, e lei mi abbraccia piangendo.
Riprendiamo il pullmann per rientrare a Cracovia.
A bordo nessuno parla.
Quasi tutti leggiamo i libri che abbiamo acquistato e – letti o sfogliati a seconda della dimensione- ce li scambiamo.
Siamo annichiliti.
A Cracovia è sera, ma è piena estate, e c’è ancora tanta luce.
Ci ritroviamo sulla piazza principale della città, per una ultima serata insieme. Domani si torna a casa. Ci rivedremo al prossimo meeting di ...... ma , nel frattempo, ci sentiremo per email.
Sì, torni a casa, e incomincia l’ incubo.
Per mesi e mesi, appoggiando la testa sul cuscino, il sonno tardava a venire nonostante le stanchezza della giornata. C’ erano negli occhi le stanze delle torture, i cortili delle fucilazioni, le camere a gas, i forni crematori, e via via sino a quelle tremende file di latrine.
Mi pentivo ogni sera di esserci andata, ad Auschwitz e a Birkenau. E poi, riconquistando il sonno, mi dicevo : «Dovrebbero andarci tutti , obbligatoriamente».
E ogni volta la stessa domanda: ma come è potuto succedere che uno dei popoli più colti e intelligenti d’Europa ha potuto – solo pochi decenni orsono- fare qualcosa del genere ? Cosa ha scatenato quella follia? Ipnotizzati? Drogati dall’ aria che respiravano? O qualche cosa che non sapremo mai?
L’ incubo durò molti mesi. E ogni tanto mi torna ancora fuori.
Una cosa è certa: alla visita che ho descritto sopra non aveva partecipato nessuno dei nostri amici tedeschi di ..... .
Alla mia domanda, il giorno successivo, la risposta era sempre la stessa : «Non posso, non posso, NON POSSO, anche se io sono nato tanto tempo dopo ».
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MessaggioInviato: 28 Gen 2014 alle 21:37    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

The Etherealmirror ha scritto:
[...]

Il sentimento antiebraico era latente in Germania ancor prima dell’avvento di Hitler (per esempio, dato che è stato nominato Nietzsche, si ricorderà l’antisemitismo di suo cognato, antisemitismo avversato dallo stesso Nietzsche)

Nel giugno 1887, Nietzsche scrisse in una lettera al cognato e alla sorella antisemiti:

Agli ebrei auguro sempre più che essi prendano il potere in Europa, per perdere quelle peculiarità (o meglio per non averne più bisogno), grazie alle quali finora hanno potuto sopravvivere come oppressi. Del resto è mio sincero convincimento che un tedesco, il quale per il solo fatto di essere tedesco ritenga di essere qualcosa di più di un ebreo, sia un personaggio da commedia, per non dire da manicomio.

Sempre Nietzsche, in "Al di là del bene e del male" scriveva:

A proposito degli ebrei: mi si ascolti.- Non ho incontrato ancora nessun tedesco che abbia nutrito della benevolenza per gli ebrei (...).Risulta assodato che gli Ebrei, se volessero - o se vi fossero costretti, come sembrano volerli costringere gli antisemiti-, potrebbero già in questo momento avere la preponderanza, anzi il vero e proprio dominio dell'Europa [Nietzsche riteneva che la razza ebraica fosse la "più forte, più tenace e più pura" tra quelle viventi in Europa, e ciò in forza di varie virtù tra le quali in primis una fede risoluta. La natura del popolo tedesco invece era, secondo lo stesso filosofo, "ancora tanto debole e indeterminata da poter essere facilmente venir estinta da una razza più forte. E gli ebrei sono senza dubbio la razza più forte..."]; ed è altrettanto certo che essi non lavorano e non fanno piani a questo scopo. Per il momento invece vogliono e desiderano (...) essere assorbiti e risucchiati, in Europa, dall'Europa; anelano a essere finalmente stabili in un qualsiasi luogo, tollerati e rispettati, e a porre un termine alla loro vita nomade, all'«ebreo errante»-;e si dovrebbe prendere in seria considerazione questo incoercibile impulso (...) e fare a esso buona accoglienza: a tal uopo sarebbe forse utile e giusto mettere al bando gli sbraitanti antisemiti del paese (...).Senza la minima difficoltà anche i campioni più forti e già saldamente forgiati della nuova nazionalità tedesca potrebbero entrare in contatto con essi [con gli ebrei].Sarebbe un motivo di molteplice interesse vedere se non fosse possibile unire e innestare all'arte ereditaria del comandare e dell'obbedire - nell'una e nell'altra cosa il paese sovramenzionato è oggi classico - il genio del danaro e della pazienza(e soprattutto un pò dello spirito e della spiritualità di cui il luogo su accennato ha grande penuria).

("Al di là del bene e del male", Adelphi, pagg.163-165)
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MessaggioInviato: 29 Gen 2014 alle 21:13    Oggetto: Rispondi citando

airlander ha scritto:



E ogni volta la stessa domanda: ma come è potuto succedere che uno dei popoli più colti e intelligenti d’Europa ha potuto – solo pochi decenni orsono-fare qualcosa del genere?

Di quella cultura (o meglio di quella parte di essa non corrispondente alla loro ideologia) i nazionalsocialisti fecero un rogo (anzi più di uno...e non solo metaforicamente parlando: i "Bücherverbrennungen". ..).
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MessaggioInviato: 30 Gen 2014 alle 00:01    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

The Etherealmirror ha scritto:
[...]


nel "Mein Kampf ", Hitler descrive la nascita del suo movimento, le prime riunioni nelle affollate birrerie di Monaco di Baviera, le rozze forze di sicurezza che vigilavano, con modi spicci, su questi convegni politici (forze che furono il germe delle future SS).

Le "SS" nascono infatti come sezione di queste forze di sicurezza denominate "SA" (anche se con competenze distinte dato che le SA rimanevano a tutti gli effetti il braccio paramilitare del partito). In sostanza, come già accennato, le SA avevano in quel periodo soprattutto il compito di scortare l'oratore di turno nazista lungo il tragitto verso il luogo deputato (di solito una birreria) in cui si sarebbe tenuto il comizio, garantirne l'incolumità una volta dentro, mantenere l'ordine (defenestrando gli eventuali seccatori tipo i "colleghi" del Reichsbanner, la formazione paramilitare del partito socialdemocratico tedesco) e così via sino alla fine del comizio.
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MessaggioInviato: 30 Gen 2014 alle 21:16    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

The Etherealmirror ha scritto:
[...]

alcuni storici hanno detto che la seconda guerra mondiale è iniziata con il trattato di Versailles…ricordo a questo proposito le profezie poi avveratesi del grande economista Keynes.

Keynes (che aveva preso parte, in qualità di membro della delegazione del
Tesoro inglese, ai negoziati sul Trattato di pace) profetizzò infatti nel suo saggio del 1919 intitolato "Le conseguenze economiche della pace":

Se punteremo deliberatamente all'impoverimento dell'Europa Centrale, la
vendetta, io azzardo a prevedere, non potrà mancare. Nulla allora potrà
rinviare per molto tempo quella definitiva guerra civile fra le forze della
reazione e le convulsioni disperate della rivoluzione davanti alla quale
appariranno trascurabili gli orrori della recente guerra tedesca e che distruggerà, chiunque ne sarà il vincitore, la civiltà e il progresso della
nostra generazione.


Ho trovato molto interessante il parere di uno storico autorevole come
Richard J. Evans (di cui ho letto ""La nascita del Terzo Reich" e "Il Terzo
Reich al potere: 1933-1939") secondo cui

In realtà, le disposizioni territoriali del Trattato di Versailles potevano essere considerate moderate in confronto a quelle che la Germania avrebbe imposto al resto dell’Europa in caso di vittoria [della Prima guerra mondiale], come si evinceva con chiarezza dal programma teorico che il cancelliere Bethmann Hollweg aveva formulato nel settembre 1914 [cioè al tempo dell'inizio del conflitto] e come dimostrava nella pratica il Trattato di Brest-Litovsk, concluso nella primavera del 1918 con i russi sconfitti. Una vittoria tedesca avrebbe comportato per gli alleati l’imposizione di riparazioni altrettanto cospicue. Le riparazioni che la Germania doveva pagare dal 1919 in poi non (...) erano esagerate tenuto conto delle distruzioni gratuite inflitte al Belgio e alla Francia dall’esercito di occupazione tedesco.
(Richard J.Evans, "La nascita del Terzo Reich", Mondadori).

Infatti, in Belgio, Francia e anche nell'Europa centro-orientale, i tedeschi
durante la Grande Guerra attuarono uno spietato e sistematico sfruttamento economico delle regioni occupate, di cui però alla fine del conflitto i paesi vincitori non si scordarono: le pesantissime e umilianti riparazioni per i danni di guerra imposte agli sconfitti, sulla base del Trattato di Versailles, lo testimoniano senza ombra di dubbio.
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MessaggioInviato: 31 Gen 2014 alle 22:24    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

The Etherealmirror ha scritto:
[...]


Il sentimento antiebraico era latente in Germania ancor prima dell’avvento di Hitler. Hitler ha purtroppo drammaticamente incarnato questo sentimento esasperandolo all’ennesima potenza

"Latente" nel senso che non si era ancora tramutato nell'antisemitismo criminale e genocida che caratterizzò il Terzo Reich hitleriano. Richard J. Evans scrive infatti che a livello formale, la Repubblica di Weimar offrì agli ebrei molta più libertà e uguaglianza di quanta ne avessero mai avuta in passato dato che sotto il Reich guglielmino (il Secondo Reich) l'esercito, l'università e i settori apicali della pubblica amministrazione erano stati off-limits per gli ebrei (in quel periodo, per via delle discriminazioni 100mila ebrei tedeschi emigrarono dalla Germania). Sotto Weimar avevamo invece addirittura un ministro degli Esteri ebreo: Walther Rathenau. Nonostante ciò, scrive Evans, sebbene negli anni della Repubblica di Weimar la stragrande maggioranza dei tedeschi continuasse a ripudiare l’uso della violenza contro gli ebrei, per la prima volta espressioni antisemite entrarono a far parte del linguaggio politico più ampio. La «repubblica ebrea» [riferito alla repubblica di Weimar], la «cospirazione ebraico-bolscevica» che mirava a indebolire la Germania: tutti questi slogan demagogici e molti altri simili si leggevano con regolarità sui giornali (...). Questa ondata di retorica antisemita ottenebrò a tal punto le capacità percettive dei tedeschi che molti di loro non trovarono nulla di strano in quel nuovo movimento politico, il Partito nazista, comparso dopo la fine della guerra, che metteva l’antisemitismo proprio al centro delle sue convinzioni più fanatiche.
(Richard J. Evans - La nascita del Terzo Reich, Mondadori)
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MessaggioInviato: 08 Feb 2014 alle 23:28    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

londra ha scritto:
[...]



La Germania, dopo la Prima Guerra Mondiale, fu condannata a ripagare tutti i danni di guerra che aveva provocato. Gli ebrei in quel momento avevano un forte potere economico, che gli derivava da tempi antichissimi (commercianti per eccellenza). La bella idea di Hitler fu quella di privarli di tutti gli averi

Il Trattato di Versailles risale al 1919. Hitler sale al potere nel 1933 (cioè 14 anni dopo Versailles!). La "notte dei cristalli" è datata 1938 e le misure dirette ad impoverire gli ebrei (quali l'apertura di speciali conti correnti bloccati sui quali gli ebrei avevano l’obbligo di depositare contanti, titoli, gioielli, ecc., di cui poi puntualmente il governo tedesco si sarebbe appropriato, oppure la "degiudeizzazione" delle aziende ebraiche ossia il forzoso passaggio di proprietà delle stesse da mano ebraica a mano ariana) sono coeve o di qualche anno precedenti al '38. Il problema di Hitler, dunque, in questo caso, non era certo quello di ripagare i danni di guerra, ma di procurarsi, soprattutto negli anni immediatamente precedenti allo scoppio della seconda guerra mondiale, il contante necessario a finanziare il riarmo (in vista appunto del nuovo conflitto da lui a più riprese apertamente minacciato).
Gli ebrei che vivevano in Germania – a differenza per esempio degli ebrei polacchi che vivevano nella vicina Polonia – erano in linea di massima benestanti e di conseguenza facevano proprio al caso dei nazisti. Tuttavia, lo scopo fondamentale perseguito dal regime nazista era quello di fare della Germania uno Stato Razziale, e privare gli ebrei dei loro averi era - oltrechè un mezzo utile per sostenere i costi esorbitanti del riarmo - un modo efficace per ridurli sul lastrico e costringerli così a lasciare il paese per la disperazione.
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MessaggioInviato: 10 Feb 2014 alle 21:10    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

Etere ha scritto:
[...]


Il Trattato di Versailles risale al 1919. Hitler sale al potere nel 1933 (cioè 14 anni dopo Versailles!). La "notte dei cristalli" è datata 1938 e le misure dirette ad impoverire gli ebrei sono coeve o di qualche anno precedenti al '38. Il problema di Hitler, dunque, in questo caso, non era certo quello di ripagare i danni di guerra

R. J. Evans (R. J. Evans ,“Il Terzo Reich al potere 1933-1939”, Mondadori pagg. 570-571) scrive infatti a tal proposito:

Nella prima metà degli anni Trenta, la Germania godeva di una sostanziale benevolenza da parte della comunità internazionale (…). La diffusa sensazione, tra le classi dirigenti di Francia e Gran Bretagna, che la Grande Guerra avesse costituito l’esito disastroso di un capitolo di incidenti e di decisioni sbagliate aveva alimentato un senso di colpa verso la severità delle condizioni di pace e un generale ripensamento riguardo a quelle responsabilità tedesche che costituivano il pilastro vessatorio del Trattato di Versailles. Ai risarcimenti di guerra si era posto fine anticipatamente nel 1932.

Nel 1932 Occhiolino
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MessaggioInviato: 27 Gen 2015 alle 00:37    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

Marcello80 ha scritto:
[...]

proprio ieri stavo argomentando con un amico circa la giornata di oggi. Si parlava riguardo ai negazionisti, quel gruppo di persone che nega l'olocausto.

L'anno scorso ho letto “L’irritante questione delle camere a gas. Logica del negazionismo” (Bompiani ediz., 2014), un saggio anti-negazionista della semiologa Valentina Pisanty. Ne parlo. L’obiettivo principale di questo lavoro della Pisanty non è quello di dimostrare l’infondatezza delle tesi negazioniste (a questo riguardo hanno già opportunamente ed efficacemente provveduto diversi autori, tra i quali in particolare Pierre Vidal-Naquet) ma bensì quello (illustrato dall’autrice stessa a pag. 8 ) di «portare alla luce le strategie persuasive messe in atto dai negazionisti, analizzandone il metodo interpretativo adottato nella lettura dei documenti storici». Non a caso, uno dei capitoli (il cap. IX) del saggio in questione è intitolato “Le strategie discorsive” (il capitolo si articola a sua volta in paragrafi dai titoli eloquenti: “citazioni amputate”; “fotografie ricontestualizzate”, “presupposizioni strategiche”, etc.). Riporto di seguito due passi significativi del lavoro della Pisanty (il primo si trova a pagg. 45-46 del saggio, il secondo a pagg. 244-245. Le Note asteriscate e le brevi precisazioni tra parentesi quadre sono mie):

L’assassinio di Giulio Cesare è un fatto storico che nessuno storico serio si preoccupa di mettere in discussione. La sua notizia ci giunge da più fonti dell’epoca. L’aspetto essenziale della nostra conoscenza di questo evento è che le informazioni a noi pervenute non provengono tutte dalla medesima matrice, o da più testimoni appartenenti alla stessa fazione politica. Oltre alle testimonianze dell’epoca, abbiamo una serie di altri dati storici che si dimostrano coerenti con la versione ricevuta della morte di Cesare. Per esempio il fatto che nell’aprile del 44 a.C. Bruto e Cassio furono costretti a lasciare Roma per sfuggire all’ira del popolo fa sistema con l’ipotesi della loro responsabilità per quanto riguarda la morte di Cesare, avvenuta un mese prima. Potremmo allora avvertire l’esigenza di riesaminare l’esatto corso degli eventi di quel 15 marzo del 44 a.C., magari ridimensionando il peso che i resoconti dell’epoca attribuirono ad alcuni aspetti per noi secondari quali i cattivi presagi che precedettero l’assassinio; oppure potremmo decidere di rivalutare le reali motivazioni che spinsero Bruto e gli altri cospiratori a compiere il loro gesto, magari ridistribuendo l’onere delle colpe tra i vari protagonisti della vicenda. Ma non ci verrebbe in mente di negare che i cospiratori abbiano ucciso Cesare, qualunque fosse il loro obiettivo politico finale. L’unico modo per giustificare un eventuale dubbio circa la morte di Cesare sarebbe avanzare il sospetto che le varie testimonianze siano state controllate dall’alto, che un’istanza occulta abbia manipolato le diverse fazioni in gioco, convincendole a fornire una versione omogenea, benchè menzognera, dei fatti. Ma in questo caso sarebbe necessario chiamare in causa una qualche variante della teoria sociale della cospirazione. La teoria della cospirazione è una versione aggiornata del teismo, che si ritrova, per esempio, già in Omero (cfr. Karl Popper 1969). Questo approccio interpretativo
(…) tende a far risalire ogni evento a una volontà precisa da parte di un artefice nascosto. Dietro ai fenomeni percepibili si intravede il frammento di un piano più vasto, architettato con cura da un qualche gruppo di pressione, che va dagli dèi dell’Olimpo in Omero al gruppo dei Savi di Sion nei falsi Protocolli. Un riferimento [da parte dei negazionisti] alla teoria del complotto è la condizione indispensabile per delegittimare o invalidare un corpus di testimonianze che, sebbene provengano da fonti diverse (…), concordano su una certa ricostruzione dei fatti.

----------------------
Il lavoro dello storico si distingue da quello del fisico o del chimico in quanto il primo non ha la possibilità di riprodurre in condizioni di laboratorio l’oggetto delle proprie ricerche. Il referente storico (la serie di eventi e di stati di cose che lo storico tenta di ricostruire) non è conoscibile se non attraverso i segni della sua passata esistenza. Nel caso della Shoah, lo storico ha a disposizione un numero enorme di tali segni: verbali, come le testimonianze o i documenti scritti, o non verbali, come i pochi residui architettonici del lager, le finte docce, le porte a tenuta stagna. Un’unica chiave di lettura – l’avvenuto genocidio nazista – tiene insieme questo universo di segni. Nel sistema indiziario – che comprende anche il “Mein Kampf”, i discorsi di Himmler, l’operazione Eutanasia*, le stelle gialle, la notte dei cristalli, la corrispondenza tra la Bauleitung [Direzione dei lavori-Ufficio Costruzioni] di Auschwitz e la Topf**…– vige una coerenza stringente. Mai come in questo caso vi è stato così poco margine di dubbio circa l’esistenza di un evento storico. (…) Per questo motivo l’esistenza del genocidio è la premessa indiscussa di ogni studio storico serio su questo argomento, e non la tesi da dimostrare. Si potrà discutere sul come, sul perché, sul dove, sul quando, e perfino sul chi, ma non sul fatto in sé, poiché è proprio su questo che tutte le testimonianze*** e tutti i documenti concordano.

Note:

* L' “Aktion T4”.

** Nome della ditta tedesca che costruì i forni crematori e le camere a gas per il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. A proposito della J.A. Topf und Söhne, lo storico francese Jean-Claude Pressac (citato da V. Pisanty) riporta una lettera datata 2 marzo 1943, inviata dalla Topf alla Bauleitung del campo di Auschwitz, avente a oggetto una commessa [ricevuta dalla Topf su incarico della Bauleitung] relativa alla la fornitura di dieci rilevatori di gas (acido cianidrico) per il Crematorio n. 2. Il negazionista Robert Faurisson (colui che venne definito da Vidal-Naquet negli anni Ottanta come “un Eichmann di carta”) controbatte sostenendo in un suo scritto che tali dispositivi di rilevamento non furono mai ritrovati dagli Alleati, ma Pisanty replica (sulla stessa linea di Pressac) che «se il Crematorio n. 2 fosse veramente stato ciò che i nazisti (e i negazionisti) pretendevano che fosse – ossia un innocuo edificio provvisto di forni e di un obitorio – non si capisce che motivo ci fosse di equipaggiarlo di spie per rilevare i resti di acido cianidrico nell’aria, come recita esplicitamente la missiva della Topf» (risulta chiaro insomma che in questo caso i nazisti non riuscirono a cancellare del tutto le tracce dei loro criminosi misfatti. A proposito del documento cartaceo della Topf, la stessa Pisanty lo classifica precisamente all’interno della categoria dei cosiddetti «documenti non intenzionali», cioè sfuggiti in qualche modo al sistema di autocontrollo-sorvegli anza nazista diretto a eliminare qualsiasi traccia del genocidio commesso).

*** In primo luogo quelle dei deportati sopravvissuti.


Lettera 2 marzo 1943 Topf-Söhne (ho provveduto a evidenziare in rosso la data):

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MessaggioInviato: 27 Gen 2015 alle 23:25    Oggetto: Re: 27/1: "Giorno della memoria" Rispondi citando

Etere ha scritto:
[...]

Lettera 2 marzo 1943 Topf-Söhne (ho provveduto a evidenziare in rosso la data):


Il tizio della Topf scrive di aver contattato senza successo cinque
ditte ("firmen") allo scopo di ottenere i rilevatori di gas richiesti e che se
riuscirà nell'intento di procurarseli in futuro si farà risentire. Per Pressac i gas detectors non sarebbero serviti a nulla in un crematorio a meno che esso non fosse stato impiegato in realtà come camera a gas. Sulla lettera della Topf i negazionisti si sbizzarriscono: è stata falsificata (Mattogno), i rilevatori dovevano servire per l’incineritore dei rifiuti del campo, etc. Rassegnato
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MessaggioInviato: 28 Gen 2015 alle 22:11    Oggetto: Rispondi citando

I racconti dei sopravvissuti oggi sono racconti di bambini nei lager , i racconti degli ultimi rimasti....tra qualche anno non ci saranno più testimoni in vita, e la forza della narrazione diretta, in prima persona, sarà perduta. Verranno dimenticati questi orrori? Verranno avvolti dall'indifferenza?
O peggio ancora ci sarà un fiorire di negazionisti?
Sì perché ora questi signori possono dire " quelle rovine...macchè...lì le camere a gas non c'erano" ma c'è chi risponde "io a 13 anni proprio lì trasportavo cadaveri dalle camere a gas ai forni"
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MessaggioInviato: 28 Gen 2015 alle 22:47    Oggetto: Rispondi citando

tempest ha scritto:
I racconti dei sopravvissuti oggi sono racconti di bambini nei lager , i racconti degli ultimi rimasti....tra qualche anno non ci saranno più testimoni in vita, e la forza della narrazione diretta, in prima persona, sarà perduta. Verranno dimenticati questi orrori? Verranno avvolti dall'indifferenza?

I testimoni di quegli orrori lasceranno questa terra come hanno fatto altri che hanno vissuto prima di loro tragedie di altre guerre passate (la storia dell'umanità è purtroppo costellata di genocidi). Il ricordo tramandato rimarrà nella memoria dei figli dei bambini di allora, nei libri di storia, nel materiale fotografico, documentario e quant'altro. La vita deve continuare ma l'indifferenza non apparterrà mai a chi considererà sempre la vita umana e il rispetto per essa beni di inestimabile valore.
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MessaggioInviato: 30 Gen 2015 alle 23:00    Oggetto: Rispondi citando

tempest ha scritto:

O peggio ancora ci sarà un fiorire di negazionisti?
Sì perché ora questi signori possono dire " quelle rovine...macchè...lì le camere a gas non c'erano" ma c'è chi risponde "io a 13 anni proprio lì trasportavo cadaveri dalle camere a gas ai forni"

Sì, i "Sonderkommandos"…
Cosa dire? Personalmente sono per la libertà di parola purchè si argomenti in modo dettagliato e articolato, senza intenti smaccatamente propagandistici (o peggio ancora razzistici o anche solo velatamente tali). Penso che la retorica di alcuni negazionisti in circolazione sia senza ombra di dubbio rozza mentre quella di altri sia di uno spessore diverso, più “matura” (diciamo così). Leggendo Mattogno non posso sostenere che argomenti i temi trattati in modo grossolano, tuttavia si nota subito che: 1) sostiene le sue tesi appoggiandosi in linea di massima su fonti "amiche" (cioè sostanzialmente scritti di altri negazionisti, debitamente citati); 2) elenca, a proposito di un argomento centrale nella discussione negazionisti- antinegazionisti quale quello della “Soluzione finale della questione ebraica”, una lunga serie di documenti ufficiali, decreti, dichiarazioni, etc. del regime nazista dai quali si evincerebbe chiaramente che l’obiettivo di Hitler era soltanto quello di evacuare gli ebrei dalla Germania in direzione dei territori dell’Europa orientale occupati dai tedeschi (Polonia in primis). Cioè non si parla di sterminio ma di evacuazione al fine di creare una “riserva” ebraica nell’Est (per esempio Mattogno cita il decreto del 31 luglio 1941 in cui Göring scrive ad Heydrich: "A integrazione del compito già assegnatole con decreto del 24-1-39, di portare la questione ebraica ad una opportuna soluzione in forma di emigrazione o evacuazione il più possibile adeguata alle circostanze attuali, La incarico con la presente di fare tutti i preparativi necessari dal punto di vista organizzativo, pratico e materiale per una soluzione totale della questione ebraica nei territori europei sotto l'influenza tedesca …”). In realtà, però, è oramai risaputo che il regime si guardava bene dal mettere nero su bianco contenuti che in futuro i nemici del Reich avrebbero potuto usare contro di esso a fini incriminatori: a questo proposito Pisanty scrive infatti che documenti ufficiali e comunicazioni interne al regime «erano mirati a confondere gli eventuali esegeti contemporanei o futuri». Un esempio in tal senso paradigmatico è rappresentato proprio dal termine “Endlösung” (Soluzione finale): «uno dei grossi vantaggi della Newspeak nazista era (ed è) la sua intima negabilità: è sempre possibile sostenere che con “Soluzione finale” non si intendesse affatto parlare di genocidio, bensì di deportazione e risistemazione in colonie extraterritoriali». Pisanty aggiunge che, per volere di Hitler, «tutti i documenti ufficiali dovevano essere tradotti nel linguaggio della propaganda, che occultava sistematicamente la vera natura delle operazioni citate consentendo così agli esecutori materiali dei crimini nazisti di comunicare direttamente con i loro mandanti senza dover impiegare i nomi esatti per designare le proprie azioni». Ricordo di avere incontrato più di un esempio in cui si è tradotta concretamente questa modalità di comunicazione strategica del regime leggendo lo storico inglese Richard J. Evans. Adesso però, per concludere, voglio portare un esempio tipico del modus operandi di Mattogno (e in generale dei negazionisti) tratto dal saggio di Pisanty: l’esempio in questione riguarda il “rapporto Kurt Gerstein”. Mattogno sottolinea correttamente l’esistenza di alcune ambiguità presenti nel suddetto rapporto, ma al tempo stesso omette di citare testimonianze significative riconducibili ad altre fonti relative al medesimo contesto. Per esempio, Gerstein scrive nel suo rapporto che Globočnik gli affida l’incarico di sostituire i motori Diesel utilizzati nelle camere a gas con «qualcosa di più tossico e di più rapido effetto, quale l’acido prussico». Mattogno fa notare come, in realtà, gasare i deportati nei campi mediante un motore Diesel non fosse proprio quella che potremmo definire una grande idea e a questo proposito cita il suo collega Henri Roques che sostiene (a ragione) che sarebbe stato più efficace impiegare un motore a scoppio anziché di un motore Diesel, per il semplice motivo che «il Diesel è un motore a combustione interna che libera poco ossido di carbonio (CO), gas mortale inodoro, ma molto gas carbonico (CO2), gas asfissiante che prima rende malati e che provoca la morte solo dopo molto tempo». Il problema è che Mattogno, come osserva V. Pisanty, omette di menzionare accanto a questa (sensata) argomentazione di carattere tecnico le testimonianze di coloro che pur confermando l’effettivo utilizzo di motori Diesel da parte dei criminali nazisti hanno tuttavia rivelato come i motori stessi fossero in realtà “truccati”, cioè «venivano regolati male allo scopo di arricchire la proporzione di monossido di carbonio presente nel gas di scappamento».
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MessaggioInviato: 02 Mar 2015 alle 21:26    Oggetto: Rispondi citando

tempest ha scritto:
I racconti dei sopravvissuti oggi sono racconti di bambini nei lager , i racconti degli ultimi rimasti....tra qualche anno non ci saranno più testimoni in vita, e la forza della narrazione diretta, in prima persona, sarà perduta. Verranno dimenticati questi orrori? Verranno avvolti dall'indifferenza?
O peggio ancora ci sarà un fiorire di negazionisti?
Sì perché ora questi signori possono dire " quelle rovine...macchè...lì le camere a gas non c'erano" ma c'è chi risponde "io a 13 anni proprio lì trasportavo cadaveri dalle camere a gas ai forni"

Vivien Spitz lavorò come stenografa nelle aule dei processi di Norimberga (precisamente in occasione dei cosiddetti "processi secondari" contro i medici nazisti). All'epoca era giovanissima: aveva 22 anni. Ebbene, a 80 anni suonati Esclamazione , particolarmente indignata per le dichiarazioni di un negazionista decise di scrivere "Doctors from hell" (pubblicato in Italia nel 2015 con il titolo "La stenografa") Occhiolino
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MessaggioInviato: 03 Mar 2015 alle 12:35    Oggetto: Rispondi citando

Etere ha scritto:
[...]


Vivien Spitz lavorò come stenografa nelle aule dei processi di Norimberga (precisamente in occasione dei cosiddetti "processi secondari" contro i medici nazisti). All'epoca era giovanissima: aveva 22 anni. Ebbene, a 80 anni suonati Esclamazione , particolarmente indignata per le dichiarazioni di un negazionista decise di scrivere "Doctors from hell" (pubblicato in Italia nel 2015 con il titolo "La stenografa") Occhiolino

A questo proposito ho appena scaricato il libro "chi vuol vedere la mamma faccia un passo avanti".
http://www.amazon.it/v uole-vedere-mamma-facc ia-avanti-ebook/dp/B00 K0T2INS
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MessaggioInviato: 03 Mar 2015 alle 21:09    Oggetto: Rispondi citando

tempest ha scritto:
[...]


A questo proposito ho appena scaricato il libro "chi vuol vedere la mamma faccia un passo avanti".
http://www.amazon.it/v uole-vedere-mamma-facc ia-avanti-ebook/dp/B00 K0T2INS

Pianto Che tristezza...il solo titolo fa commuovere (penso alla mia amata nipotina che fortunatamente mi è accanto insieme a sua madre). Documentarsi aiuta a capire meglio. Quando avrai finito di leggerlo facci sapere (anche tramite piccione viaggiatore). Tra qualche settimana comprerò "La stenografa" (l'autrice di questo libro compare anche in "Operazione Paperclip" di Annie Jacobsen nel capitolo dedicato ai processi secondari ai medici del Terzo Reich. Mentre si legge un libro, un link ti traghetta a un altro libro...): teniamoci in contatto Occhiolino
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MessaggioInviato: 04 Mar 2015 alle 18:50    Oggetto: Rispondi citando

Etere ha scritto:
[...]


Pianto Che tristezza...il solo titolo fa commuovere (penso alla mia amata nipotina che fortunatamente mi è accanto insieme a sua madre). Documentarsi aiuta a capire meglio. Quando avrai finito di leggerlo facci sapere (anche tramite piccione viaggiatore). Tra qualche settimana comprerò "La stenografa" (l'autrice di questo libro compare anche in "Operazione Paperclip" di Annie Jacobsen nel capitolo dedicato ai processi secondari ai medici del Terzo Reich. Mentre si legge un libro, un link ti traghetta a un altro libro...): teniamoci in contatto Occhiolino

È un breve libro documento, l'ho scaricato perché avevo visto in TV un servizio tratto da questo libro. In pratica tutto ciò che è nel libro era nel programma televisivo, dell'orrore di quel periodo non si cessa mai di apprendere i particolari e le storie "marginali". Esiste inganno più infame della domanda del titolo? Pianto
In questa vicenda persino certe SS provarono "disagio"...i bambini morirono senza soffrire perché vennero prima addormentati . Ma al processo chi li impiccò, rispose tranquillo alla domanda dei giudici ”come li impiccò?" . Risposta: ”alle pareti, come quadri alle pareti".
Due bambine, oggi anziane,conobbero uno dei 20, un bambino italiano, Sergio, le due bambine non si fecero avanti quando ci fu la domanda "chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti". Sopravvissero e raccontarono che la kapò, crudele con tutti ma con loro impietosita, aveva detto loro" bambine, domani vi faranno una domanda , dovete dire No, spargete la voce" . Ma Sergio si fece avanti...e così gli altri piccoli che caddero nell'inganno.
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MessaggioInviato: 04 Mar 2015 alle 20:49    Oggetto: Rispondi citando

tempest ha scritto:
[...]


È un breve libro documento, l'ho scaricato perché avevo visto in TV un servizio tratto da questo libro. In pratica tutto ciò che è nel libro era nel programma televisivo, dell'orrore di quel periodo non si cessa mai di apprendere i particolari e le storie "marginali". Esiste inganno più infame della domanda del titolo? Pianto
In questa vicenda persino certe SS provarono "disagio"...i bambini morirono senza soffrire perché vennero prima addormentati . Ma al processo chi li impiccò, rispose tranquillo alla domanda dei giudici ”come li impiccò?" . Risposta: ”alle pareti, come quadri alle pareti".
Due bambine, oggi anziane,conobbero uno dei 20, un bambino italiano, Sergio, le due bambine non si fecero avanti quando ci fu la domanda "chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti". Sopravvissero e raccontarono che la kapò, crudele con tutti ma con loro impietosita, aveva detto loro" bambine, domani vi faranno una domanda , dovete dire No, spargete la voce" . Ma Sergio si fece avanti...e così gli altri piccoli che caddero nell'inganno.

Terribile. Non ci sono parole. Detto questo (o meglio, non detto...), la cosa che mi interessa maggiormente in questo genere di libri-documento è conoscere il fine ultimo della sperimentazione condotta sugli Untermenschen dal medico nazista di turno, cioè il fine scientifico (o, a volte, pseudo tale) perseguito in quell'occasione.
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